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domenica 1 agosto 2010

REGIONE CALABRIA: DAL MINISTRO MELONI APPREZZAMENTO PER POLITICHE SOCIALI.



Il dirigente generale del dipartimento regionale alle Politiche Sociali, Bruno Calvetta, ha incontrato a Roma, su delega dell’assessore Francescantonio Stillitani, il ministro della Gioventù, Giorgia Meloni, e il suo staff tecnico. Al tavolo hanno partecipato anche i rappresentanti degli assessorati che fanno parte della Commissione VIII Politiche Sociali.

E’ quanto si legge in una nota dell’Ufficio stampa della Regione Calabria.

"Durante l’incontro – prosegue la nota – il ministro Meloni ha preannunciato che a breve sarà emanato un provvedimento, inserito nel Decreto Casa, che prevede dei benefici a favore delle giovani coppie per l’acquisto della prima casa. Il ministero stanzierà 35 milioni di euro, a valere sul fondo delle Politiche Giovanili APQ, per la costituzione di un fondo di garanzia che permetterà alle giovani coppie di accedere ad un mutuo fino a 200 mila euro, con la garanzia fino al 50% sul mutuo richiesto.
La peculiarità di questo nuovo intervento del governo a favore delle giovani coppie è rappresentata dalla possibilità di accesso al fondo di garanzia anche per i giovani che si trovano in situazione lavorativa precaria e con un ISEE fino a 35 mila euro.
Durante l’incontro il ministro Meloni ha presentato anche le nuove iniziative che intende avviare a favore dei giovani per garantire il 'diritto al futuro', tra cui azioni sull’occupazione, sull’informazione, sulla valorizzazione del talento e della creatività, sul recupero di vecchi mestieri, sull’apprendistato, sulla mobilità e il turismo (ostelli della gioventù). Particolare apprezzamento, infine, è stato riservato dal Ministro Meloni alla Calabria.
Il ministro si è complimentato con il Presidente Scopelliti per aver finanziato il Bando dei Centri di Aggregazione Giovanile disponendo l’assegnazione di 11 milioni di euro a valere sul FESR 2007-2013 (Linea d’intervento 4.2.1.1, assegnata al Dipartimento 10). Tale iniziativa, infatti, è in perfetta sintonia con il lavoro svolto dal Ministero”.


lunedì 18 gennaio 2010

«Un fondo di 15 milioni per imprenditori in erba».


Il ministero della Gioventù ha patrocinato il progetto «Side Leaders», ministro Giorgia Meloni che cosa in più si può fare per favorire il finanziamento a start-up guidate da giovani in Italia?

 «Uno dei primi atti del mio ministero è stato impegnare 15 milioni di euro per un bando che premi chi ha una buona idea ma non il denaro per metterla in pratica. Per promuovere la giovane impresa si devono agevolare tecnologia e innovazione in testa, in cui è più facile che si realizzino i progetti dei giovani».

Come si fa a educare le nuove generazioni alla creatività?

«Sono moltissimi i ragazzi italiani capaci di lanciare idee innovative e vincenti sul mercato. Le ricerche lo confermano: sotto la cenere dello sviluppo lento di inizio millennio cova la voglia di farcela delle generazioni più giovani. Nonostante tutte le cassandre che vorrebbero la creatività del Bel Paese in declino, dipingendo una gioventù apatica che esiste solo nella testa di quei media che preferiscono raccontare la vicenda dell’albero che cade piuttosto che della foresta che cresce».

Ma in giro non si trovano molti giovani imprenditori italiani.

«Sono molto meno di quelli che l’Italia è in grado di produrre. I ragazzi italiani si trovano di fronte un sistema sclerotizzato che innalza barriere alte come grattacieli: il credito rappresenta uno dei primi fattori penalizzanti, seguito poi dalla mentalità “gerontocratica” che contraddistingue il nostro Paese».

Scuole superiori e università sono efficaci per formare gli imprenditori di domani?

«La nostra università è organizzata per formare essenzialmente lavoratori dipendenti. Fra le priorità del mio ministero c’è l’impegno a invertire questa rotta. Abbiamo istituito un bando da 3 milioni di euro per promuovere la cultura d’impresa nelle università: un bando per universitari che con le associazioni di categoria possono aprire sportelli di consulenza per sostenere chi decidesse di dar vita ad una nuova impresa».

Fonte: www.ilgiornale.it
 
Giovane Italia
circolo "Giorgio Almirante"

sabato 16 gennaio 2010

GIORGIA MELONI: Il governo manterrà l'impegno sul quoziente familiare.




"L’introduzione del quoziente familiare continua a figurare tra gli impegni principali assunti da questo governo per aiutare concretamente le famiglie italiane".

Lo ha affermato il ministro della Gioventù, Giorgia Meloni, a proposito di sistema fiscale e "Priorità delle risposte che il governo immagina in materia. Diminuire la pressione fiscale alle famiglie più numerose, monoreddito o con redditi bassi, come ha giustamente sostenuto il presidente Berlusconi, è soprattutto un atto di giustizia e di equità fiscale. Fermo restando l’attuale periodo di crisi economica, e il frangente di difficoltà che inevitabilmente ne consegue, siamo consapevoli dell’importanza fondamentale che un simile provvedimento riveste per le famiglie italiane. L’impegno e gli sforzi rivolti a raggiungere l’obiettivo non verranno dunque meno".

Giovane Italia
circolo "Giorgio Almirante"

mercoledì 13 gennaio 2010

Finanziaria 2010 tutto aggiunge e nulla toglie.



La Finanziaria 2010 del Governo Berlusconi si caratterizza così:

- Destina al sistema sociale ed economico del Paese 9,2 miliardi di euro;
- Lo fa senza nulla togliere dalle tasche dei cittadini in termini di imposte;
- Non taglia nulla da un settore per dare all'altro;
- In altri termini tutto aggiunge e nulla sottrae, né segue il vecchio metodo redistributivo su base politica caro a suo tempo alla sinistra;
- Tutto questo al termine dell'anno di picco della crisi finanziaria mondiale, ed in previsione di una ripresa nel prossimo anno stimata nell'1-1,2% del Pil, ripresa che tuttavia non avrà ancora dispiegato gli effetti benefici sul lavoro e l'occupazione;
- Gli effetti della manovra, e dei provvedimenti ad essa collegati (decreto mille proroghe e decreto di gennaio per lo sviluppo e gli incentivi), consentiranno tuttavia di mettere l'Italia in sicurezza e di accompagnarla fuori dalla crisi attuando il principio "non lasceremo indietro nessuno" più volte enunciato dal governo e dal Popolo della Libertà;
- Tutti gli indicatori internazionali, dall'Ocse al Fondo Monetario Internazionale, fino ai riconoscimenti di giornali come il Wall Street Journal, confermano inoltre che l'Italia "uscirà prima e meglio dalla crisi". E precisamente con capacità non solo di ripresa ma "di forte espansione", come testimonia l'Ocse che nell'ultimo bollettino di novembre colloca il nostro Paese nel gruppo di testa delle economie europee. Lo stesso Governatore della Banca d'Italia, Mario Draghi, ha detto: "Il governo ha agito benissimo"; pur in un quadro di preoccupazione per i patrimoni delle banche e la capacità di risparmio dei cittadini.

Questi gli elementi economici di fondo. A livello politico appare inconsistente, o frutto di una dialettica eccessiva (ed ora ci auguriamo superata), l'accusa di non avere discusso la Finanziaria in Parlamento, ponendovi alla Camera il voto di fiducia (accusa tanto più strumentale se si ricorda che al Senato il testo definitivo è passato senza porre la fiducia).
Ricordiamo infatti che la prima stesura della manovra prevedeva interventi per 4 miliardi, poi più che raddoppiati ad 8,9 ed infine usciti dalla Commissione Bilancio di Montecitorio con una consistenza di 9,2, interamente coperti da maggiori entrate.

Dove andranno le principali risorse della finanziaria.
Abbiamo detto dei contenuti. Vediamo ora dove vanno le principali risorse della Finanziaria.

- Lavoro e welfare: sale al 30% l'indennità per i precari che perdono temporaneamente il posto; i salari di produttività (detassazione degli straordinari) vengono rifinanziati con 860 milioni; incentivi fiscali andranno a chi assume ultracinquantenni; 571 milioni andranno alla stabilizzazione di lavoratori precari.
- Sicurezza: 1,58 miliardi per assunzioni e mezzi per forze dell'ordine e vigili del fuoco.
- Aziende: viene istituito un fondo permanente salva imprese che durerà oltre la crisi economica.Tagli alle poltrone della politica: via il 20% dei consiglieri comunali ed il 25% degli assessori; via il 18% degli assessori provinciali. Ampia riduzione tra le comunità montane, le circoscrizioni comunali, i consorzi intercomunali. E' bene precisare che per ciò che riguarda gli impiegati nessuno verrà licenziato ma riassorbito in regioni e comuni, fino alla fine del rapporto di lavoro.
-Scuola e ricerca: confermata la gratuità dei libri di testo nella scuola dell'obbligo (103 milioni), mentre il fondo per le imprese che investono in ricerca viene finanziato con 400 milioni fino al 2011, con una dote complessiva di oltre un miliardo.
- Alla sanità va oltre un miliardo e mezzo, in cambio le regioni dovranno rispettare il patto di stabilità e rientrare dai deficit. Se non lo faranno, ne risponderanno agli elettori aumentando le addizionali Irpef e Irap.
- Ai comuni andranno più risorse dopo l'abolizione dell'Ici sulla prima casa: complessivamente 916 milioni, da destinare a scopi sociali, investimenti, bonifica delle città.
- Decolla la Banca per il Sud che emetterà prestiti ad aliquota agevolata al 5% per le regioni meridionali.
- Alla giustizia, in previsione del varo della riforma, andranno 900 milioni.
- Alle forze armate andranno altri 5-600 milioni per finanziare le missioni all'estero.
- All'agricoltura e all'autotrasporto andranno 503 milioni.
- I beni sottratti alla mafia potranno essere messi all'asta, con controlli rigorosi perché non tornino alla malavita, ed il loro ricavato potrà essere destinato a cooperative delle forze dell'ordine.
- Inoltre il Consiglio dei Ministri ha già stanziato 1,2 miliardi per l'Ambiente ed il riassetto geologico dei territori a rischio. Mentre appunto con un prossimo decreto di gennaio si rifinanzieranno gli incentivi selettivi per auto, mobili, elettrodomestici e pc a basso impatto inquinante.
- In via sperimentale viene introdotta nella provincia dell'Aquila la cedolare secca sugli affitti: il 20% al posto della tassazione come reddito (cioè con l'aliquota marginale, più alta). Se funzionerà, potrà entrare nella prossima riforma fiscale.
- Infine viene prorogata la moratoria fiscale per l'Abruzzo, con le modalità e risorse del successivo decreto mille proroghe.

Altri provvedimenti economici.

Fin qui la Finanziaria vera e propria. Essa è accompagnata da altri provvedimenti economici.

1.Con il decreto di novembre il governo ha ridotto del 20 per cento, rinviandolo a giugno 2010 il saldo Ire (ex Irpef) di fine anno. Soldi rimasti nelle tasche dei cittadini e dei consumatori, e che in base alle prime stime hanno contribuito alla ripresa degli acquisti del periodo di Natale.
2.Alle infrastrutture andranno 15,8 miliardi, dopo i 16,8 del 2009. Tra le risorse, 470 milioni serviranno per l'avvio definitivo dei lavori del Ponte sullo Stretto di Messina, un contributo che va ad aggiungersi agli 1,3 miliardi del decreto anticrisi di luglio scorso. Roma ottiene 100 milioni aggiuntivi, oltre ai 500 correnti, come riconoscimento al ruolo di capitale inserito nel federalismo fiscale. Il piano carceri è finanziato con 500 milioni. Molto importante l'accelerazione della messa in sicurezza degli edifici scolastici in tutta Italia, finanziata con 300 milioni.

Decreto milleproroghe.

Il decreto mille proroghe esaminato il 17 dicembre dal Consiglio dei Ministri e approvato "salvo intese" (su alcuni punti la stesura del testo è stata demandata agli uffici giuridici dei ministeri, ma questo non richiederà una nuova approvazione del Consiglio dei ministri) contiene altre importanti misure. Tra queste:

- La proroga della sospensione dei tributi per le aree terremotate dell'Abruzzo, come previsto dalla Finanziaria.
- L'allungamento dei termini per la revisione degli studi di settore, per dare ossigeno al mondo delle piccole imprese e dei professionisti.
- Nella scuola, 16.700 nuove assunzioni. Proroga delle norme per le commissioni sui ricercatori universitari.
- Slittamento dei vincoli per i neopatentati per non creare inutili complicazioni alle famiglie, in attesa della revisione del codice della strada.
- Prorogate di sei anni le concessioni degli stabilimenti balneari con finalità turistiche.
- Il decreto sullo sviluppo già previsto a gennaio partirà con una dote di 1,3 miliardi. Conterrà tra l'altro:

1. La proroga degli incentivi per auto non inquinanti, per elettrodomestici a risparmio energetico, per pc, mobili e tv ad alta definizione.
2.Sgravi fiscali per le banche che aderiscono alla moratoria sui crediti alle piccole e medie imprese.
3.Probabili incentivi per lo sviluppo della banda larga.

Accanto a questo pacchetto di misure, il ministro dell'Economia Giulio Tremonti ha annunciato due piani organici di sostegno all'economia e di riforma del fisco che partiranno nel 2010.

1.Intervento di 27 miliardi della Cassa Depositi e Prestiti a sostegno continuativo delle piccole e medie imprese.
2.Riordino del sistema fiscale basato su bonus e malus. Bonus per famiglie, lavoro, ricerca e tutela dell'ambiente. Malus per speculazione finanziaria e sprechi ambientali. Inoltre, progressivo spostamento della pressione fiscale dalle persone alle cose, cioè dalle imposte dirette alle indirette.

Il finanziamento di questo complesso di operazioni viene dato in prima battuta dai conti mantenuti in ordine nonostante l'anno di crisi. A conferma, il rating internazionale del debito italiano, in questo momento tra i più solidi (cioè senza alcuna previsione negativa) in mezzo a tanti declassamenti che riguardano una serie di paesi – Grecia, Irlanda, Portogallo e Spagna – e previsioni pessimistiche anche per la Gran Bretagna.

Scudo fiscale e lotta all'evasione.

L'altra fonte di copertura è lo scudo fiscale. La prima fase si è chiusa il 15 dicembre, facendo rientrare oltre 90 miliardi di euro, per un gettito immediato di 4,5 miliardi di euro.La seconda fase si chiuderà ad aprile, con aliquote che saliranno al 6% fino a febbraio, ed al 7 fino ad aprile. Lo scudo è stato un successo, e non un premio agli evasori. Alla fine, oltre 100 miliardi di euro rientreranno in Italia aggiungendosi a tutti gli effetti al Pil nazionale, del quale costituiscono circa il 7%. "la più grande manovra di irrobustimento dell'economia mai realizzata" la definisce Tremonti. Nel confronto con gli scudi messi in campo in molti altri paesi, dagli Stati Uniti alla Francia alla Gran Bretagna, quello dell'Italia è stato quello che ha dato i risultati migliori, con distacchi abissali sull'importo delle somme rientrate. A fronte dei 100 miliardi di euro recuperati dall'Italia, la Francia si è fermata a 3 miliardi, gli Stati Uniti a pochi milioni di dollari, l'Olanda a 1,5 miliardi di euro e la Gran Bretagna prevede di non andare oltre 2,5 miliardi di sterline. A tutto ciò si aggiunge la lotta all'evasione, che nei primi dieci mesi ha già superato i 7,2 miliardi di obiettivo fissati per l'intero 2009, e a fine anno farà rientrare almeno 8 miliardi di imposte nelle casse dello Stato. Si tratta di un altro punto abbondante di Pil.Tutti i dati confermano che il governo Berlusconi ha messo in campo una politica economica saggia, previdente e di grande efficacia, senza mettere le mani nelle tasche degli italiani.

Giovane Italia
circolo "Giorgio Almirante"

lunedì 11 gennaio 2010

SILVIO BERLUSCONI: Torno al lavoro per realizzare le riforme che interessano il Paese.





"Sogno una vera riforma tributaria. Come quella che avevamo immaginato nel ’94. Con due sole aliquote. E adesso stiamo studiando tutte le possibilità per realizzarla". Lo ha affermato il presidente Berlusconi in un colloquio con 'Repubblica' durante il quale ha annunciato che dal 12 gennaio sarà a Palazzo Chigi per "riannodare tutti i fili" politici.
"Credo che si debba in primo luogo riprendere il lavoro ordinario del governo. Da lunedì sarò a Palazzo Chigi e riannoderò tutti i fili. Ho intenzione in primo luogo di incontrare il presidente della Repubblica. Parlerò con tutti i ministri e mi confronterò con i gruppi parlamentari e gli organismi dirigenti della maggioranza."
"Ci sono delle emergenze. Come la riforma tributaria, la riforma della giustizia e la riforma istituzionale. Con Tremonti stiamo studiando una riforma tributaria. Un progetto che avevamo indicato già nel 1994. Noi vogliamo un sistema che dia ordine, che sia meno confuso. Che non obblighi i contribuenti a rivolgersi al commercialista per pagare le tasse. Serve una semplificazione complessiva. Stiamo studiando tutte le possibilità per arrivare alla fine a questo sistema. Sarebbe più razionale. Di certo, non abbiamo alcuna intenzione di aumentare le tasse. Ecco, questa è l’unica cosa impossibile".
"Al Paese interessano le riforme. Noi stiamo uscendo da una crisi economica che ci è venuta addosso. Una crisi davvero straordinaria che non ha colpito solo noi. Un crollo da cui ci stiamo risollevando, anche prima degli altri. E dobbiamo fare in modo che tutti escano da questa situazione. Il 2010 e’ l’anno in cui possiamo uscire definitivamente dalla crisi.
Dobbiamo procedere con attenzione. Sappiamo che ripartiamo ogni anno con 8 miliardi di interessi passivi. Una cifra impressionante. Noi, però, sappiamo che a questo punto non torneremo indietro. Ma forse le ho detto pure troppo".

Giovane Italia
circolo "Giorgio Almirante"

giovedì 24 dicembre 2009

Finanziaria: aiuti ai più bisognosi ed ai precari.



Finanziaria: aiuti ai più bisognosi ai precari e alle forze dell’ordine.

La Finanziaria raddoppia, passa da 4 ad 8 miliardi di euro, inizia a disboscare i costi della politica tagliando le poltrone di consigli e giunte comunali, provinciali, comunità montane, circoscrizioni, nonché istituzioni nate con le migliori intenzioni ma che hanno finito per fare le belle statuine, come i difensori civici. I proventi risparmiati, e quelli derivanti dal rientro dei capitali all’estero, li ridistribuisce fin da subito alle forze dell’ordine ed ai vigili del fuoco, ai precari che perdono il lavoro, all’Ambiente, alla Giustizia, per i buoni libro sui quali viene mantenuto l’impegno a darli gratis, alle infrastrutture e al ponte sullo Stretto, alla ricerca, all’Abruzzo e all’Agricoltura.
Si tratta di emendamenti governativi: mentre l’opposizione protesta contro la legge “blindata”, governo e maggioranza la ampliano e la migliorano nei limiti della situazione di crisi. È la dimostrazione che non servono “contro Finanziarie”, serve invece mettere assieme rigore nel bilancio pubblico, guerra vera agli sprechi ed equità.

Vediamo i punti principali.

L’entità complessiva della manovra passa dai 4 miliardi iniziali a 7,6, che potrebbero diventare 8 con nuovi stanziamenti.

La cifra più consistente viene dallo scudo fiscale: già provvisoriamente impiegato per coprire la riduzione del 20% dell’acconto Ire di novembre , poiché a giugno 2010 si dovrà comunque versare il conguaglio, ecco che quei proventi si renderanno nuovamente disponibili.


Si cancellerà il 27% delle poltrone dei 160 mila amministratori locali, e precisamente:
29.345 su 120.490 consiglieri comunali (- 24%);
596 su 3.246 consiglieri provinciali (- 18%);
14.543 su 35.254 assessori comunali (- 41%);
220 su 858 assessori provinciali (- 26%).


Inoltre saranno soppresse le circoscrizioni dovute al solo sdoppiamento di uffici; le regioni potranno ridimensionare le comunità montane, “isolane e di arcipelago”, e dal 2010 lo Stato non provvederà più al rifinanziamento di questi organismi, dei quali rimarranno operativi solo quelli realmente utili (e soprattutto realmente montani).

Nuovo patto di stabilità con i comuni. Il fondo ordinario degli enti locali è ridotto di 85 milioni nel 2010; di 190 nel 2011; di 240 a partire dal 2012. Ma le amministrazioni che sforano i limiti di spesa potranno recuperare l’anno successivo, mentre quelle virtuose potranno spendere l’avanzo. Rigore, dunque, ed elasticità.

A Roma andrà un finanziamento di 600 milioni per le sue funzioni di Capitale. Le risorse non verranno però dal fisco ma dalla dismissione di caserme e immobili in disuso della difesa.


Sblocco delle assunzioni nelle forze dell’ordine e nei vigili del fuoco; a tutti andrà un fondo di 500 milioni per le spese di gestione.
Cinquecento milioni anche per l’edilizia carceraria.
Un miliardo andrà all’Ambiente, da destinare soprattutto alle aree a rischio idrogeologico.
Cinquecento milioni andranno a finanziare la prima tranche pubblica del ponte sullo Stretto di Messina: questo in aggiunta al piano infrastrutture da 18 miliardi già approvato nel 2009.
Fondi per l’Università, la ricerca e la gratuità dei libri di testo.
La riforma della Giustizia verrà finanziata con una dote iniziale di 700 milioni.
Rifinanziamento (500 milioni) delle missioni di pace.
Una misura nel segno dell’equità e del rigore è il via al controllo sistematico delle pensioni di invalidità. Sono oltre due milioni, soprattutto al Centro-Sud. La regione che ne ha meno in rapporto alla popolazione è la Lombardia (2,79 ogni cento abitanti); il record è dell’Umbria, con il 5,48%. Ci si aspetta per quest’anno un risparmio di 50-150 milioni, che naturalmente non colpirà invalidi e disabili, ma i falsi invalidi ed i falsi disabili, che oltre alla pensione hanno spesso diritto ad altri benefici, dall’indennità di accompagnamento al permesso per l’auto.


Il governo lavora e mantiene gli impegni.


Giovane Italia
circolo "Giorgio Almirante"

martedì 22 dicembre 2009

Bonus gas per famiglie numerose o bisognose.



Dal 15 dicembre 2009 è possibile richiedere il bonus gas, un’agevolazione per le famiglie numerose o bisognose introdotta dal Ministero dello Sviluppo economico e resa operativo dall’Autorità per l’energia, con la collaborazione dei Comuni.

Il Bonus, che consente un risparmio del 15% circa sulla spesa media annua presunta per la fornitura di gas naturale, può essere richiesto da tutti i clienti domestici che utilizzano gas metano distribuito a rete (non per il gas in bombola o per il GPL), con un contratto di fornitura diretto o con un impianto condominiale, se in presenza dell’ISEE (l’Indicatore di Situazione Economica Equivalente):

non superiore a 7.500 euro (fino a 3 figli a carico)
non superiore a 20.000 euro per le famiglie numerose (con più di 3 figli a carico).

Il bonus prevede uno sconto annuo del 15 per cento circa (al netto da imposte) sulla bolletta del gas naturale a seconda della numerosita' della famiglia e del tipo di consumo, con riduzioni che possono arrivare fino a 160 euro per le famiglie fino a quattro componenti, mentre le famiglie numerose, con piu' di tre figli, potranno ottenere una riduzione fino a 230 euro.
Il bonus ha valore retroattivo a tutto il 2009, per le domande presentate entro il 30 aprile 2010; perciò potrà alleggerire la spesa per una buona parte del riscaldamento dell'inverno passato e di quelli futuri.
Diventa così operativa una nuova misura sociale a tutela delle fasce più deboli: infatti lo scorso febbraio è stato avviato il bonus elettrico, grazie al quale oltre 1 milione di famiglie in difficoltà sta già ottenendo uno sconto del 20 per cento circa sulla bolletta elettrica; ora la gran parte di queste famiglie potrà richiedere anche l'agevolazione per il gas, cumulabile con il bonus elettrico.
"E' un significativo intervento del Governo Berlusconi a favore delle famiglie numerose e a basso reddito che, così, potranno usufruire di uno sconto anche sulla bolletta del gas - ha detto il ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, sottolineando poi che - questo sconto del 15 per cento sul gas metano con effetto retroattivo, sommandosi allo sconto del 20 per cento per i consumi elettrici attivato all'inizio dell'anno, amplia ulteriormente le misure attivate dal Governo per sostenere le famiglie." 
"Abbiamo messo a punto un sistema di solidarietà in grado di aiutare le famiglie bisognose attraverso un contributo del tutto marginale dall'insieme dei consumatori aziendali.
Il bonus gas potrà sommarsi al bonus elettrico, garantendo così un sensibile aiuto a chi è più in difficoltà - ha commentato il Presidente dell'Autorità per l'energia, Alessandro Ortis -  I due bonus sono adattabili flessibilmente al mutare delle situazioni familiari dei beneficiari; inoltre, i meccanismi adottati salvaguardano l'opportunità di libera scelta fra le offerte di mercato e l'interesse ad un utilizzo sempre più razionale dell'energia. Il bonus gas andrà a incidere sulla parte prevalente della spesa complessiva delle famiglie per elettricità e gas: la bolletta gas rappresenta infatti quasi il 70 per cento della spesa energetica totale di una famiglia tipo".

"All'avvio del sistema per il riconoscimento del bonus gas, mi sento di dire grazie ai Comuni per il gran lavoro svolto nella gestione del bonus elettrico. Il loro impegno - ha sottolineato il Presidente dell'Anci, Sergio Chiamparino - e quello delle strutture di Anci e Ancitel sono alla base del successo del progetto Sgate. Si tratta di due iniziative che, in tempi di crisi come quelli in cui viviamo, possono fornire un po' di ossigeno alle famiglie e alle fasce piu' disagiate della popolazione. L'auspicio, a questo punto, è che vengano risolti anche alcuni problemi di avvio del progetto, quali il segnalato ritardo nel riconoscimento ai Comuni dei maggiori oneri sostenuti per la gestione delle richieste del bonus elettrico".
Il bonus può essere richiesto per il gas metano distribuito a rete (non per il gas in bombola o per il Gpl), per i consumi nell'abitazione di residenza. Per fare domanda, occorre essere titolari di un contratto diretto di fornitura del gas e di un indicatore Isee, non superiore a 7.500 euro; nel caso di famiglia numerosa, con piu' di tre figli a carico, l'Isee non dovra' essere superiore a 20.000 euro. Il bonus può essere richiesto anche da coloro che utilizzano impianti di riscaldamento condominiali, ovviamente a gas naturale, se in presenza dei requisiti sopra elencati.

approfondimento

Giovane Italia
circolo "Giorgio Almirante"