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domenica 26 febbraio 2012

Un mondo senza Wall Street? È possibile.

di Andrea Sartori

Il capitalismo finanziario è divenuto del tutto autoreferenziale e la finanza ha cessato da tempo di essere una risorsa per l’economia reale ed è divenuta un generatore di bolle speculative, secondo François Morin, professore emerito di scienze economiche all’Università Touluse-I ed ex membro del Consiglio Generale della Banca di Francia. Nel suo libro Un mondo senza Wall Street?, Morin analizza la crisi e indica delle vie d’uscita, per ripensare il ruolo della finanza.

La sede della Borsa di New York
Quando nel 2008 il Fondo monetario internazionale valutò le perdite globali durante la crisi dei subprime in 400 miliardi di dollari, e alzò la valutazione, già all’inizio del 2009, a ben 4.000 miliardi per il solo mercato americano, era evidente che la massima istituzione monetaria non aveva chiare le proporzioni di quanto stava accadendo. La sottovalutazione del fenomeno ha condotto a fornire delle spiegazioni della sua origine, che non ne hanno colto la portata strutturale e hanno limitato fortemente le contromisure.

François Morin, professore emerito di scienze economiche all’Università Touluse-I ed ex membro del Consiglio Generale della Banca di Francia, scrive, nel suo Un mondo senza Wall Street?, che va messa a fuoco l’autentica radice del problema: la finanza ha cessato da tempo di essere una risorsa per l’economia reale ed è divenuta un generatore di bolle speculative, dipendente dagli interessi di precisi oligopoli bancari e delle più agguerrite società di borsa. Wall Street avrebbe pertanto perso la sua funzione principale, al punto che solo smantellarla e sostituirla con una politica monetaria e fiscale internazionale, e con una profonda revisione della governance delle imprese di capitali, metterebbe al riparo gli Stati, le aziende e il lavoro dalle smodate pretese di arricchimento di una finanza ipertrofica. Un’utopia, certo, ma «concreta», come Morin non cessa di ripetere, poiché attrezzata sia sotto il profilo diagnostico, sia sotto quello propositivo.