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martedì 31 luglio 2012

In Ricordo di Giuseppe Santostefano.


Giuseppe Santostefano
Il governo antifascista Rumor, nel luglio del 1970, decise di spostare lo storico capoluogo della Regione Calabria da Reggio a Catanzaro assegnando ad essa la sede dell’Assemblea Regionale. I sindacati e i partiti politici cittadini, tranne il Partito Comunista Italia e il Partito Socialista Italiano, diedero vita ad una rivolta popolare, organizzando per il giorno 15 luglio uno sciopero generale. Alcuni manifestanti, radunati davanti alla Prefettura, furono subito caricati dalle Forze di Polizia. I primi feriti. Nel giro di poche ore la città di Reggio Calabria fu completamente bloccata e isolata. Erette le prime barricate all’imbocco delle strade statali e autostrade. Numerosi ferrovieri aderirono allo sciopero, abbandonando i convogli in maniera tale che nessun treno potesse proseguire la corsa. La stessa sera, poco prima della mezzanotte, i carabinieri ritrovarono in via Logoteta, una traversa di Corso Garibaldi, il cadavere di Bruno Labate, operaio e frenatore delle Ferrovie dello Stato, iscritto al sindacato Cgil. Il primo caduto della rivolta di Reggio. Il sindaco, Pietro Battaglia, fu costretto a tirarsi indietro, consegnando al Movimento Sociale Italiano la guida dei rivoltosi e dare continuità alla rivolta contro un regime definito nemico del popolo reggino. Il 17 settembre dello stesso anno, le Forze di Polizia assaltarono il quartiere Sbarre, roccaforte dei “Boia chi Molla” guidati dal sindacalista della Cisnal Ciccio Franco. Arrestato e deportato nel carcere di Bari. Un altro reggino, Angelo Campanella, quarantacinque anni, autista dell’azienda Municipale di trasporti e padre di sette figli, fu colpito mortalmente da un proiettile sparato dalle Forze di Polizia mentre rientrava a casa. Solo nel marzo del 1971, grazie ai rastrellamenti e alle perquisizioni a tappeto, le Forze di Polizia riuscirono a portare l’ordine in città. Alle elezioni politiche del 1972, i reggini, votarono in blocco il Movimento Sociale Italiano eleggendo Ciccio Franco Senatore. A distanza di un anno, dal trionfo del partito di Giorgio Almirante, i comunisti diedero un segnale della loro presenza politica assassinando uno dei più attivi sindacalisti della Cisnal, Giuseppe Santostefano. Il 31 luglio del 1973, durante un comizio del Partito Comunista Italiano, Giuseppe Santostefano, cinquant’anni anni, fu aggredito violentemente da un gruppo di militanti della sinistra extraparlamentare. Morì poche ore dopo in ospedale senza mai riprendere conoscenza. La sua morte sancì la definitiva sconfitta per la città di Reggio.


lunedì 1 febbraio 2010

Fondi Fas Mobilità Urbana.


“Reggio deve contare”, questo era lo slogan elettorale con il quale Demetrio Naccari, riuscì ad approdare al Consiglio Regionale, un’affermazione che nei fatti è rimasta tale, senza apportare alla nostra città alcun beneficio. La politica delle parole, questa pratica che l’assessore Demetrio Naccari conosce bene, ha portato l’ennesima beffa per Reggio Calabria per il suo territorio, questa volta la “favola” è legata all’approvazione dei fondi FAS sulla mobilità urbana, con l’esclusione in questa prima fase, per la nostra città, privandola di un consistente finanziamento per l’attivazione della cosiddetta “metropolitana di superficie”.
Anche in questa occasione è palese il condizionamento che l’attuale Governatore Loiero ha imposto alle scelte della Giunta, di cui fa parte lo stesso Naccari e che si sta dimostrando sempre di più sganciata dal territorio e gravemente penalizzante per l’intera provincia di Reggio.
Risulta evidente come anche in questa occasione l’assessore Naccari, accecato dall’ormai noto risentimento elettorale del 2002, non abbia agito da saggio amministratore pubblico, penalizzando oltremodo gli interessi dell’intera collettività di Reggio Calabria, che merita una politica che sappia guardare oltre gli steccati degli schieramenti politici”.

Daniele Romeo
Presidente Regionale “Giovane Italia”

venerdì 15 gennaio 2010

ALFANO: Gli ultimi successi dimostrano che lo Stato c'è.




"Con le due operazioni portate a termine nei giorni di 12 e 13 Gennaio nel territorio della provincia di Reggio Calabria e che hanno assicurato alla giustizia numerosi esponenti di spicco delle cosche locali, lo Stato ha segnato un nuovo e importante punto nella battaglia per il definitivo sradicamento, dalla nostra penisola, di ogni forma di criminalità organizzata".

Lo ha affermato, in una nota, il ministro della Giustizia Angelino Alfano commentando i 27 arresti di uomini della ’Ndrangheta avvenuti il 13 Gennaio e i 17 eseguiti il giorno prima a Rosarno ai danni di altrettanti affiliati della cosca Bellocco. "Continua il grande impegno messo in campo da magistrati e forze dell’ordine, supportati dalle incisive norme di contrasto fortemente volute da questo Governo e approvate dal Parlamento nell’ultimo anno. Un’antimafia dei fatti che si realizza in un punto di coniugazione ottimale fra acume investigativo e normativo, mirato a conseguire lo straordinario risultato di liberare il nostro Paese da ogni infiltrazione criminale. Il mio plauso e la mia riconoscenza agli uomini delle forze dell’ordine e della magistratura che compongono la squadra Stato".

Giovane Italia
circolo "Giorgio Almirante"