Salviamo i nostri Marò

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I nostri due militari devono tornare a casa

Siamo contro ogni genere di Discarica nel nostro Territorio!

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martedì 31 luglio 2012

In Ricordo di Giuseppe Santostefano.


Giuseppe Santostefano
Il governo antifascista Rumor, nel luglio del 1970, decise di spostare lo storico capoluogo della Regione Calabria da Reggio a Catanzaro assegnando ad essa la sede dell’Assemblea Regionale. I sindacati e i partiti politici cittadini, tranne il Partito Comunista Italia e il Partito Socialista Italiano, diedero vita ad una rivolta popolare, organizzando per il giorno 15 luglio uno sciopero generale. Alcuni manifestanti, radunati davanti alla Prefettura, furono subito caricati dalle Forze di Polizia. I primi feriti. Nel giro di poche ore la città di Reggio Calabria fu completamente bloccata e isolata. Erette le prime barricate all’imbocco delle strade statali e autostrade. Numerosi ferrovieri aderirono allo sciopero, abbandonando i convogli in maniera tale che nessun treno potesse proseguire la corsa. La stessa sera, poco prima della mezzanotte, i carabinieri ritrovarono in via Logoteta, una traversa di Corso Garibaldi, il cadavere di Bruno Labate, operaio e frenatore delle Ferrovie dello Stato, iscritto al sindacato Cgil. Il primo caduto della rivolta di Reggio. Il sindaco, Pietro Battaglia, fu costretto a tirarsi indietro, consegnando al Movimento Sociale Italiano la guida dei rivoltosi e dare continuità alla rivolta contro un regime definito nemico del popolo reggino. Il 17 settembre dello stesso anno, le Forze di Polizia assaltarono il quartiere Sbarre, roccaforte dei “Boia chi Molla” guidati dal sindacalista della Cisnal Ciccio Franco. Arrestato e deportato nel carcere di Bari. Un altro reggino, Angelo Campanella, quarantacinque anni, autista dell’azienda Municipale di trasporti e padre di sette figli, fu colpito mortalmente da un proiettile sparato dalle Forze di Polizia mentre rientrava a casa. Solo nel marzo del 1971, grazie ai rastrellamenti e alle perquisizioni a tappeto, le Forze di Polizia riuscirono a portare l’ordine in città. Alle elezioni politiche del 1972, i reggini, votarono in blocco il Movimento Sociale Italiano eleggendo Ciccio Franco Senatore. A distanza di un anno, dal trionfo del partito di Giorgio Almirante, i comunisti diedero un segnale della loro presenza politica assassinando uno dei più attivi sindacalisti della Cisnal, Giuseppe Santostefano. Il 31 luglio del 1973, durante un comizio del Partito Comunista Italiano, Giuseppe Santostefano, cinquant’anni anni, fu aggredito violentemente da un gruppo di militanti della sinistra extraparlamentare. Morì poche ore dopo in ospedale senza mai riprendere conoscenza. La sua morte sancì la definitiva sconfitta per la città di Reggio.


mercoledì 18 gennaio 2012

LA RIVOLUZIONE CONTAGIA LA CALABRIA.



La “Forza d’Urto” dei nuovi vespri siciliani é sempre più incontenibile. Gli argini isolani hanno da poco ceduto. La Rivoluzione é ora in Calabria. Il fervore popolare ha attraversato lo stretto ed ha raggiunto la punta dello Stivale. Chissà se riuscirà ad abbracciare tutta la Patria. Forse, a quel punto, i telegiornali finalmente ne parleranno.
La rivolta popolare é comunque, ad oggi, ancora in fase embrionale. Sta a tutti noi italiani fare in modo che non si esaurisca. In queste ore, sono gli autotrasportatori calabresi che stanno facendo la loro parte. A Villa San Giovanni, importante crocevia della viabilità italica, luogo d’attracco dei traghetti da e per la Sicilia, snodo strategico in cui le merci vengono messe su ruota e smistate in tutta la nazione, tutto é fermo.
É la gente comune che fa l’Italia, la gente semplice, quella che lavora nelle raffinerie siciliane o sulle autostrade calabresi. Chi governa forse non ha ben compreso che senza di loro, senza di noi, l’Italia non esiste. Senza la preziosa manovalanza la società italiana si paralizza. E allora perché la si bastona con pesantissime tasse, perché le si nega la pensione e un posto di lavoro sicuro? L’economia va rilanciata, non repressa: la gente va aiutata, non spremuta come un limone e poi gettata via.
Monti sta accondiscendendo ad ogni richiesta dell’Europa, siamo ricattati, ci stanno facendo credere che senza il potere economico della BCE o del FMI l’Italia fallirà. Sempre più soldi verranno chiesti agli italiani. Vorrei davvero però sapere in quanti credono ancora nel progetto Euro. Quanti italiani sono veramente disposti a tutti questi sacrifici per mantenere in piedi l’idea di una moneta unica, di un Europa Unita. Nessuno ce l’ha chiesto, la voce del popolo italiano é stata messa a tacere, ci hanno imposto un governo tecnico che sta decidendo per noi, che ha già deciso di “dissanguarci e delacrimarci” tutti.
Siciliani e calabresi sono i primi di tanti esasperati. Ora serve anche l’apporto dei fabbricanti veneti, dei mercanti liguri, dei commercianti romani, dei negozianti napoletani, degli imprenditori milanesi: Tutti insieme recapiteremo a Monti e ai suoi commensali d’Europa un bel messaggio: “Giù le mani dall’Italia. Gli italiani non ce la fanno più a dover pagare per i vostri errori. Ridateci la nostra patria, la nostra sovranità.”
In Europa, storicamente, tutti i tentativi di super-agglomerazione di stati sono miseramente falliti: ne se qualcosa Cesare, Alessandro Magno, Ottone, Napoleone, quello psicopatico di Hitler. Prima le invasioni erano militarizzate: i popoli si sottomettevano con le guerre, con il terrore. Poi ci hanno provato con la “diplomazia politica”, con la creazione a tavolino della Jugoslavia e dell’URSS. Altri tentativi miseramente falliti. Non sono io a dirlo, é la storia.
Ora c’è solo un modo per compattare tutta l’Europa sotto una bandiera: l’invasione dei mercati, le speculazioni finanziarie e la compravendita dei debiti pubblici delle nazioni.
Le grandi banche lo possono fare, lo stanno facendo. Ci stanno compattando tutti per vampirizzarci più facilmente.

L’Italia però non ci sta, o meglio, ad oggi, siciliani e calabresi non ci stanno.

“SE UN UOMO CAMMINA CON LA SCHIENA RICURVA, LA SCHIENA SI STORCE. SE E’ UN POPOLO INTERO A FARLO, SI STORCE LA STORIA”.


venerdì 16 dicembre 2011

Moti di Reggio, Matteoli: “Ciccio Franco punto di riferimento della destra”


Ciccio Franco durante i moti di Reggio
Una figura indelebile nel Pantheon della destra. La storia di Ciccio Franco non si limita alla stagione dei Moti di Reggio, alla rivolta popolare che dal luglio 1970 al mese di febbraio del 1971 fece della città calabrese un centro nevralgico della politica italiana. Ciccio Franco rappresentò e continua a rappresentare la parte viva, pulsante, coraggiosa e indomita del nostro Sud. Un coraggioso esempio, una testimonianza di fedeltà ai valori della legalità e dell’identità tanto più valido oggi, nel ventesimo anniversario della sua scomparsa. “La mia generazione, che viene dal Movimento Sociale Italiano, ha avuto in Ciccio Franco un punto di riferimento. Chi viene come me da una regione difficile come la Toscana ed era di destra lo capisce”. Queste le parole del senatore Altero Matteoli pronunciate a margine del convegno ‘Ciccio Franco una vita per Reggio e il suo comprensorio’ organizzato dal coordinamento regionale e dal gruppo consiliare comunale di Reggio Calabria del Pdl. “Ciò che lui ha fatto a Reggio – ha aggiunto – ed a favore della Calabria e quello che poi ha portato della Calabria in Parlamento è significativo forse di un modo di fare politica che non esiste più e io aggiungo purtroppo. Oggi la politica è fatta con molto meno sentimento di allora e questo certamente non è positivo”.
Per il presidente della Regione Calabria, Giuseppe Scopelliti, la giornata di oggi segna “il ricordo di un uomo che ha fatto grandi battaglie nella sua vita a difesa della sua città: un esempio da seguire. Noi siamo cresciuti – ha aggiunto – attraverso i suoi esempi. Credo che in tante circostanze abbiamo dimostrato che quando abbiamo avuto ruoli istituzionali abbiamo messo davanti prima di tutto la città rispetto a qualsiasi altro interesse. È una lezione che dovrebbe insegnare molto a tanti. Ciccio Franco è stato un uomo straordinario, un uomo che ha subito e che ha sempre messo la sua grande intuizione e il suo grande impegno al servizio della città. Battaglie che sono oggi il punto di riferimento del nostro cammino. Credo – ha concluso Scopelliti -che sia giusto e doveroso l’omaggio che oggi tutti gli tributiamo”.

martedì 13 aprile 2010

Comuni, il Pdl strappa anche la rossa San Giovanni in Fiore.


Soddisfatto il presidente della Regione, Giuseppe Scopelliti, che nel commentare il risultato sui ballottaggi ha parlato di «un onda lunga per il centrodestra che conquista 3 comuni»


L'unico capoluogo calabrese in cui si è votato, Vibo Valentia, è andato al centrodestra con Nicola D'Agostino che ha conquistato la guida di Palazzo Luigi Razza con il 59.25% (D'Agostino è stato appoggiato anche dai candidati sindaci Antonino Daffinà (Udc) e Nicolino La Gamba (Patto per il Vibonese). Il suo avversario, Michele Soriano, appoggiato dal centrosinistra si è fermato al 40.74%.


A Lamezia Terme si conferma alla guida del comune il sindaco uscente Gianni Speranza (PD) con il 65,40% mentre la sua antagonista Ida D'Ippolito (Pdl) si è fermata al 34.60%.

Ad Acri Gino Trematerra (Udc) batte con il 57,23% delle preferenze lo sfidante Giacomo Cozzolino (Pd) che si ferma al 42,76%.

A Gioia Tauro la vittoria finale è andata a Renato Bellofiore che ha ottenuto il 51,53% delle preferenze contro il 48,46% raggiunto da Umberto Pirilli.

Infine a San Giovanni in Fiore il primo cittadino è Antonio Barile del Pdl che espugna "la roccaforte del centrosinistra", come è stato definito San Giovanni in Fiore dalla parlamentare Iole Santelli, battendo Giuseppe Belcastro.

«Il centrodestra conquista tre comuni nel ballottaggio e conferma un radicamento territoriale che lascia presagire un’onda lunga del consenso registrato alle elezioni regionali». Lo afferma il presidente della Regione Calabria, Giuseppe Scopelliti. «La coalizione - dice Scopelliti - vince a Vibo Valentia, nell’unico capoluogo di provincia chiamato alle urne, e consolida la sua presenza in centri di importanza strategica. Particolarmente significativo il risultato di San Giovanni in Fiore,da sempre feudo rosso e considerata dagli osservatori politici una sorta di Bologna del Sud. Mi ero reso conto mercoledì scorso, dalla partecipazione convinta di migliaia di persone al comizio di chiusura con Antonio Barile, che questa frontiera politica da sempre monolitica avrebbe ceduto alla voglia di rinnovamento della popolazione. I cittadini hanno ben compreso come il governo scialbo registratosi in tutti questi anni meritasse scelte di profonda discontinuità. Lo stesso discorso vale per Acri realtà comprensoriale che esprime forti bisogni di governabilita. Dispiace per il risultato di Lamezia Terme, dove la sen. Ida D’Ippolito si è spesa con entusiasmo e abnegazione, e per Gioia Tauro, con l’on. Pirilli che ha lavorato bene. Il risultato dei ballottaggi rappresenta per il centrodestra è un ulteriore passo avanti nel rapporto diretto con la cittadinanza».

Fonte: il Quotidiano della Calabria.

mercoledì 31 marzo 2010

VITTORIA ! VITTORIA ! VITTORIA !


BERLUSCONI: Ancora una volta l'amore ha vinto sull'invidia e sull'odio.


"Questo risultato elettorale è il miglior riconoscimento per l’attività svolta dal Governo, per le prospettive di stabilità del sistema politico e per la possibilità di realizzare, in questa seconda parte della legislatura, le riforme necessarie per l’ammodernamento e lo sviluppo del nostro Paese.

Gli elettori moderati si sono riconfermati maggioranza anche nel Lazio nonostante sia stata impedita la presentazione del simbolo del Popolo della libertà. L’alleanza del Pdl con la Lega si conferma una robusta forza di cambiamento nelle Regioni più importanti, garanzia del rinnovamento e della modernizzazione del Paese. Ringrazio di cuore tutti gli elettori che ci hanno sostenuto con la loro fiducia e con il loro voto nonostante la terribile campagna di calunnie e di diffamazioni che ci è stata scagliata contro negli ultimi due mesi. Ancora una volta l’amore ha vinto sull’invidia e sull’odio. Grazie a tutti".
Lo ha affermato, in una nota, il presidente Silvio Berlusconi.

Qui il link del risultato Calabrese che ha visto Giuseppe Scopelliti conquistare, con un 20% di scarto sulla snistra, la regione rimandando a casa una classe dirigente fatiscente e devastante!

Elezione regionale 2010.

Giovane Italia
circolo "Giorgio Almirante"

mercoledì 3 marzo 2010




Oggi alle ore 19 presso il

 Cinema Teatro Apollo - Via

 Regina Margherita 17 - Crotone

 - manifestazione di

 presentazione di tutti i candidati

  che sostengono il Candidato

 Presidente alla Regione

 Calabria Giuseppe Scopelliti.

lunedì 1 marzo 2010

Meeting della Gioventù, una marea di giovani acclama il futuro governatore della Calabria.



Una folla festante di 5.000 giovani ha invaso il Centro Agroalimentare di Lamezia Terme, con 70 pullman provenienti da tutta la Calabria, per l’apertura della campagna elettorale di Giuseppe Scopelliti. I giovani assiepano la sala, ma molti , tantissimi seguono l’evento in video conferenza , nell’atrio antistante e su un maxi schermo posizionato all’ingresso della struttura. La presentazione è stata affidata al duo “Misefari-Battaglia” insieme a Francesco Facchinetti. A rendere il clima più festoso ci hanno pensato anche le esibizioni dei giovani cabarettisti, Pasquale Caprì e Gennaro Calabrese. Una data storica quella del 27 febbraio 2010, anche perché mai nessun candidato alla guida della Regione, ha iniziato la campagna elettorale incontrando i giovani, quasi a voler assorbire le energie positive in vista di una sfida importante per il futuro della Calabria.
“Siamo qui davanti a migliaia di giovani, che non hanno colore politico e non conoscono steccati : sono i giovani della Calabria che non vogliono più delegare niente e nessuno - ha affermato Scopelliti, nel corso del suo intervento - c’è una voce narrante - ha aggiunto Scopelliti - che ci dice che noi siamo fieri e orgogliosi di essere calabresi : è questo il nostro simbolo identitario. Quello che ci lasciamo alle spalle è un quinquennio di liti, lacerazioni, di vecchia politica, di ritualita’ tribale, di 5% dei fondi comunitari persi. Non ne vogliamo parlare più. Non possiamo inseguire il niente pensando da qui al prosismo decennio perchè in ogni angolo della Calabria c’è la sete di partecipare, la fame di contribuire, il sogno di proiettare questa terra nel Mediterraneo. Abbiamo il triste primato - ha proseguito Scopelliti - di avere la disoccupazione più alta d’Europa, il reddito più basso, la più alta incidenza di povertà delle famiglie: è questo il bilancio che ci lascia il passato. E’ caduto il muro di Berlino, è cambiato il mondo. Cadrà anche questo cancro terribile che si chiama ‘Ndrangheta e che è il nemico numero uno di tutti i calabresi. Promettono posti all’Arpacal, alle Asp - ha detto ancora Scopelliti - pensando che questo sia il metodo contrattuale per parlare con i giovani : la cultura della meritocrazia li sconfiggerà. Non possiamo più consentire che ogni anno partano 30-40 mila giovani calabresi verso il nord perchè questa è la sconfitta generazionale che condanna il passato.
Chi pensa che i giovani siano un problema non ne sa codificare il linguaggio. Scopelliti ha anche messo in evidenza come le grandi profesisonalità formate debbano essere utilizzate nella rivoluzione burocratica, il master della Regione. Emergenza frane, emergenza ambientale, emergenza sanitaria - ha detto ancora Scopelliti - è quello che ci lascia Loiero. Il 2005 ebbe la fiducia dei calabresi che voleva cambiare e sperava in un minimo di discontinuità: questo quinquennio ha fatto scivolare la nostra Regione nel baratro dell’insipienza. Il Governo Prodi ha bloccato l’alta velocità per la Calabria , ma noi la completeremo a breve , riaffermando la centralità dello sviluppo Non andremo a Roma con il capo chino ma con proposte, progetti. Idee moderne. Infrastrutture, trasporti, progetti Por non più sponda, una sanità con manager che non abbiano mai amministrato, il rapporto simbiotico nella formazione con le università, la coesione di tutte e cinque le province intorno al capoluogo regionale, Catanzaro, e nel contesto di un forte rilancio delle singole identità. Questi sono i punti salienti del mio programma di Governo. Nei prossimi giorni vedrete scritto il nostro programma che sarà giovane, dinamico e che rappresenterà una novità per il Meridione. La Calabria sarà sede di importanti istituzioni dell’asse Mediterraneo e avrà un’agricoltura da esportare in tutto il mondo. I giovani di questa terra non sono in vendita: non ci sono promesse elettorali da consumare, il tempo è scaduto ed il passato gerontocratico è già alle spalle".

Giovane Italia
circolo "Giorgio Almirante"

giovedì 25 febbraio 2010

Meeting della Gioventù



Per chiunque volesse parteciparie al meeting della gioventù calabrese, con il candidato presidente alla regione Calabria Giuseppe Scopelliti, su pullman organizzati gratuitamente giorno 27/02/2010 presso il centro agroalimentare può contattare i responsabili che troverete giù.

Responsabili per i Pullman dei vari paesi:


CROTONE
Fabrizio Zurlo (389.4744343)
Dario Ritorto (320.9791450)

SCANDALE
Antonello Voce (328.0853834)

ISOLA DI CAPO RIZZUTO
Vincenzo Gentile (334.3488671)
Francesco Maiolo (328.1537070)


CUTRO
Salvatore Rizzo (327.7351320)


ROCCA DI NETO
Antonio Ingarrozza (333.9824780)


CIRO’ MARINA
Carmen Pucci (327.6940036)


STRONGOLI
Francesco Vetere (320.8606699)


SAN NICOLA – PALLAGORIO
Nicola Bresci (340.5921238)


COTRONEI – PETILIA – MESORACA
Antonio Pellegrini (328.1056180)

Giovane Italia
circolo "Giorgio Almirante"

venerdì 19 febbraio 2010

A Lamezia il 27 Febbraio "Il Meeting della gioventù".


Anche il ministro alla gioventù, Meloni, prenderà parte al Meeting dei giovani


E' stato presentato ieri da Giuseppe Scopelliti, candidato alla presidenza della Regione per il Pdl, il "Meeting della gioventù" in programma sabato 27 al Centro agroalimentare di Lamezia Terme alle 10.30. «In Calabria si può rimanere. È fondamentale creare occupazione e crescita culturale - ha dichiarato Scopelliti - Vogliamo far nascere un sentimento comune fra i giovani e cioè quello di sentirsi orgogliosi d'essere calabresi».

La prima parte dell'incontro sarà dedicata alle testimonianze di giovani calabresi che hanno scelto di rimanere nella loro terra e sono riusciti ad affermarsi nel lavoro. È previsto un momento di intrattenimento, mentre le conclusioni saranno affidate allo stesso Scopelliti affiancato dal ministro della Gioventù Giorgia Meloni «Vogliamo essere i guardiani di una stagione nuova improntata sulla legalità e sulla buona amministrazione», ha sottolineato il candidato governatore, «i nostri punti fermi sono formazione e cultura, due cardini della politica del fare che deve coinvolgere in pieno i giovani che devono sentirsi protagonisti del futuro di questa terra e non finire manovalanza della criminalità organizzata». Il coordinatore regionale del Pdl ha detto che «ci vogliono contenuti e ricchezza interiore. Nel nostro programma», ha evidenziato, «proporremo pochi temi, argomenti mirati che intendiamo concretizzare al più presto. Non serve stilare un programma con un'infinità di tematiche che poi restano sulla carta».
Il candidato ha ricordato come nella sua esperienza di sindaco abbia avuto grande attenzione per il mondo giovanile: «La nostra campagna elettorale - ha detto il primo cittadino - parlerà il linguaggio dei giovani calabresi per esprimere al meglio la nostra voglia di reimportare le migliori energie. Non faremo mai discriminazioni», ha aggiunto, «non c'interessa il colore politico, ma il contenuto delle idee. Vogliamo governare dieci anni e per fare questo c'é bisogno di un processo culturale che coinvolga, con un'aggregazione mirata, le scuole, le università, i luoghi sociali. La cultura della legalità», ha concluso Scopelliti, «parte dalla prevenzione dando ad ogni ragazzo dei riferimenti nuovi e strategici».

Giovane Italia
circolo "Giorgio Almirante"

lunedì 1 febbraio 2010

Fondi Fas Mobilità Urbana.


“Reggio deve contare”, questo era lo slogan elettorale con il quale Demetrio Naccari, riuscì ad approdare al Consiglio Regionale, un’affermazione che nei fatti è rimasta tale, senza apportare alla nostra città alcun beneficio. La politica delle parole, questa pratica che l’assessore Demetrio Naccari conosce bene, ha portato l’ennesima beffa per Reggio Calabria per il suo territorio, questa volta la “favola” è legata all’approvazione dei fondi FAS sulla mobilità urbana, con l’esclusione in questa prima fase, per la nostra città, privandola di un consistente finanziamento per l’attivazione della cosiddetta “metropolitana di superficie”.
Anche in questa occasione è palese il condizionamento che l’attuale Governatore Loiero ha imposto alle scelte della Giunta, di cui fa parte lo stesso Naccari e che si sta dimostrando sempre di più sganciata dal territorio e gravemente penalizzante per l’intera provincia di Reggio.
Risulta evidente come anche in questa occasione l’assessore Naccari, accecato dall’ormai noto risentimento elettorale del 2002, non abbia agito da saggio amministratore pubblico, penalizzando oltremodo gli interessi dell’intera collettività di Reggio Calabria, che merita una politica che sappia guardare oltre gli steccati degli schieramenti politici”.

Daniele Romeo
Presidente Regionale “Giovane Italia”

sabato 30 gennaio 2010

Giorgia Meloni: meritocrazia e opportunità – Proposta l’istituzione in città di una “Scuola per il management e la creatività del Mediterraneo”


Un ministro in città. Una scena poco usuale, a dire il vero. Ancor di più se si pensa che il ministro in questione – Giorgia Meloni – ha compiuto 33 anni da due settimane esatte. La responsabile del dicastero della Gioventù arriva a corso Mazzini intorno alle 15. La mattinata l’ha trascorsa a Reggio, per l’importante riunione di governo che s’è tenuta in riva allo Stretto. Sulle sponde del Crati, invece, l’attende l’incontro “Generazione creativa” con Fausto Orsomarso e altri dirigenti locali del Pdl, come Giacomo Mancini, Vincenzo Adamo (capogruppo a Palazzo dei Bruzi), Sergio Strazzulli (capogruppo 3. circoscrizione) e Angelo Brutto (responsabile provinciale “Giovane Italia”). Orsomarso e la Meloni, del resto, hanno condiviso un percorso politico che affonda le sue radici nelle vecchie formazioni “under 30″ di Alleanza Nazionale. Dunque, quale occasione migliore per lanciare la candidatura al consiglio regionale di un amico? «In questa sfida delle Regionali – afferma la Meloni – tengo particolarmente alla Calabria e alla realtà cosentina, perché qui si sta materializzando una storia che noi abbiamo costruito e difeso. Il comprendere che si stanno mettendo dei mattoncini importanti ci aiuta rispetto alla stanchezza e alle privazioni che la politica comporta. Stiamo vincendo la sfida più bella che la politica possa regalare, che non è mai la sfida a sostegno di una bandiera ma la trasformazione di quella stessa bandiera in qualcosa che possa cambiare la vita delle persone». Il ministro della Gioventù, poi, reagisce agli stereotipi che etichettano i ragazzi del Sud come svogliati e disinteressati rispetto alla vita pubblica in genere: «È vero che, in Calabria, lo 0,9 per cento dei giovani impegnati in politica rappresenta una cifra molto bassa, ma non bassissima rispetto al passato. Bisogna però guardare anche ai ragazzi impegnati nel terzo settore e nel volontariato, capendo che ci troviamo di fronte ad una generazione coraggiosa. Oggi non c’è più il boom economico, ci sono molte meno opportunità e l’era della precarietà spingerebbe molti a dedicarsi solo a se stessi. Invece c’è chi ha ancora il coraggio di pensare anche agli altri». La Meloni, con il suo inconfondibile accento capitolino, batte il tasto sulla necessità di potenziare le pari opportunità, soprattutto in territori svantaggiati come il nostro. «Non bisogna costruire – sottolinea il ministro – uguaglianza in arrivo, come si è fatto nel passato, ma dal punto di partenza. E per fare questo bisogna abbattere le rendite di posizione. Ai giovani deve essere ben chiaro che non ci devono essere né scorciatoie né raccomandazioni». Il ministro ha anche evidenziato quanto sia importante la valorizzazione della cultura d’impresa, a fronte dei tanti ragazzi che sognano di aprire un’attività in proprio. Ma la condizione imprescindibile per realizzare tutto questo non può che essere il superamento delle disuguaglianze generate da un sistema che spinge oggi, come affermato da Fausto Orsomarso, oltre 65 mila giovani calabresi a lasciare la propria terra. Da questa consapevolezza nasce il progetto di aprire a Cosenza una “Scuola per il management e la creatività giovanile”. Un piccolo ma importante passo per cercare di fermare quell’emorragia di esperienze, capacità e intraprendenza che rende la Calabria e il Cosentino sempre più poveri.

Fonte: Gazzetta del Sud

Giovane Italia
circolo "Giorgio Almirante"

martedì 19 gennaio 2010

Il fallimento del centrosinistra.

di Gianfranco Turino.



Siamo alle porte di una nuova campagna elettorale, ma ci troviamo davanti ai soliti vezzi di questa politica che tenta in tutti i modi di allontanare la gente comune da essa.
Ancora non è cominciata la bagarre elettorale, ma si possono già ricavare i primi dati reali.
Il primo dato, amaro anche per chi milita dall’altra parte, è la morte del sogno del Partito Democratico. Il partito che doveva raccogliere l’eredità culturale del riformismo europeo e che ha fatto della partecipazione popolare il suo cuore pulsante, è oggi crollato su se stesso, distrutto dalle proprie lacerazioni interne e dalla totale assenza di un chiaro progetto politico che potesse andare al di la del antiberlusconismo.
La decisione di non effettuare le primarie in Calabria è il certificato di avvenuto decesso. Quando si decide di violentare la base ideale di un partito per puri interessi elettorali, significa che quel partito non ha più motivo d’essere, significa che tutto ciò che si è raccontato fino a ieri fa parte di quella “politica parlata” che niente ha a che fare con i valori, con i programmi e soprattutto con le esigenze del proprio popolo.
Il PD ha tradito prima di tutto se stesso e poi tutte quelle persone che hanno sperato e creduto in esso.
Ma il fallimento del PD, almeno in Calabria, era un atto annunciato. Quando un partito non ha il coraggio di dire che una propria amministrazione ha fallito, quando un partito non ha la forza di rinnovarsi e registrare il fallimento di un’intera classe dirigente, quando succede tutto questo significa che quel partito non ha più la capacità di rappresentare il proprio popolo.
La cosa che appare strana anche agli osservatori più distratti è che i segnali di questo fallimento erano chiari ed evidenti da tempo. Quando lo stesso governatore Loiero, all’inaugurazione dell’elisoccorso a Cirò Marina, parla del nostro territorio come di un “territorio dimenticato” e annuncia, dopo 5 anni di governo della regione, che finalmente c’è qualcuno che pensa a questa zona, accettiamo di buongrado l’autocritica, ma ci sentiamo presi in giro dalle dichiarazioni di interesse verso i nostri problemi. Quando lo stesso on. Sulla, assessore regionale della Giunta Loiero, dichiara che i suoi suggerimenti sulla sanità non sono stati accolti dalla sua giunta e che il fallimento della sanità regionale era stato da lui preventivato per tempo, accettiamo, anche questa volta, l’autocritica, ma ci sentiamo nuovamente presi in giro da chi poteva fare e non è stato in grado di fare, da chi poteva agire e non è stato capace di farlo, da chi poteva dare risposte al nostro territorio e non l’ha fatto.
I segnali del fallimento del nostrano centrosinistra non vengono solo dalla Regione, ma anche dal Comune di Crotone. Apprendiamo con sorpresa, come tutti i cittadini crotonesi più o meno, del bel risultato raggiunto dal Sindaco Vallone, ma siamo certi che il giudizio positivo uscito dalle colonne de “Il Sole 24 ore” sia riferito alla persona Vallone e non all’amministratore Vallone.
Da piazza municipio giungono tutte le contraddizioni di un centrosinistra che non ha alcun progetto politico per la città di Crotone. La critica che si può fare a questa amministrazione non riguarda le buche della città, eppure sono tante, non riguarda i muri di sostegno delle principali strade crotonesi, che stanno crollando uno alla volta, non riguarda il grado si sporcizia delle nostre strade, che non ricordiamo mai così sporche, non riguarda la totale assenza di servizi nel nostro comune, e non sto parlando degli autobus, ma di tutti quei servizi che dovrebbero essere a sostegno di tutte le fasce a rischio e che fanno i modo tale che la vita per queste persone, già di per se molto dura, diventi quasi impossibile. La critica principale che riguarda l’amministrazione Vallone è la totale assenza di una visione, di un progetto politico, sociale ed economico per la città. Il fallimento dell’amministrazione di centrosinistra è il fallimento di un’intera generazione, di una classe politica che non ha alcuna capacità di interpretare le istanze economiche e sociale dei crotonesi.
È giunto il tempo di sognare un futuro reale per la nostra terra, è giunto il tempo di combattere per realizzare i nostri sogni, è giunto il tempo degli uomini che possono cambiare il nostro destino.

Buongiorno Crotone!

venerdì 15 gennaio 2010

ALFANO: Gli ultimi successi dimostrano che lo Stato c'è.




"Con le due operazioni portate a termine nei giorni di 12 e 13 Gennaio nel territorio della provincia di Reggio Calabria e che hanno assicurato alla giustizia numerosi esponenti di spicco delle cosche locali, lo Stato ha segnato un nuovo e importante punto nella battaglia per il definitivo sradicamento, dalla nostra penisola, di ogni forma di criminalità organizzata".

Lo ha affermato, in una nota, il ministro della Giustizia Angelino Alfano commentando i 27 arresti di uomini della ’Ndrangheta avvenuti il 13 Gennaio e i 17 eseguiti il giorno prima a Rosarno ai danni di altrettanti affiliati della cosca Bellocco. "Continua il grande impegno messo in campo da magistrati e forze dell’ordine, supportati dalle incisive norme di contrasto fortemente volute da questo Governo e approvate dal Parlamento nell’ultimo anno. Un’antimafia dei fatti che si realizza in un punto di coniugazione ottimale fra acume investigativo e normativo, mirato a conseguire lo straordinario risultato di liberare il nostro Paese da ogni infiltrazione criminale. Il mio plauso e la mia riconoscenza agli uomini delle forze dell’ordine e della magistratura che compongono la squadra Stato".

Giovane Italia
circolo "Giorgio Almirante"

martedì 12 gennaio 2010

FRATTINI: L'Egitto non può accusarci di razzismo.





"Nessuno può accusarci di razzismo, anzitutto gli egiziani che sono quelli che godono di quote di immigrazione regolare e che non danno nessun problema all’Italia".

Lo ha affermato il ministro degli Esteri, Franco Frattini, in visita in Mauritania, rispondendo alle dure critiche mosse dalle autorità egiziane nei confronti dell’Italia riguardo alle violenze esplose a Rosarno. Frattini ha sottolineato che "Il problema, certamente, non è con l’Egitto" e che proprio al Cairo, sabato prossimo, è pronto a discutere della vicenda con il ministro degli Esteri egiziano Ahmed Abul Gheit. Frattini ha escluso che le accuse del Cairo siano legate alla condanna contro la strage dei cristiani copti avvenuta una settimana fa nel sud dell’Egitto. "Questo non c’entra assolutamente niente. L’Italia, e io personalmente, abbiamo il dovere di evocare il diritto dei cristiani ad essere non solo non perseguitati ma anche di professare la loro religione", ha aggiunto il ministro precisando di essersi persino "congratulato con l’Egitto per avere prontamente arrestato i responsabili. Semmai ho lodato la prontezza della reazione egiziana". Per il ministro degli Esteri, la strada per uscire dalle problematiche legate all’immigrazione è quella dell’applicazione "delle regole europee che io stesso da commissario ho fortemente voluto e che il governo italiano sta applicando. Si all’integrazione di coloro che entrano regolarmente, espulsione che non rispettano le leggi. Lo dice l’Europa e l’Italia deve rispettare queste regole europee".

Giovane Italia
circolo "Giorgio Almirante"

SUD: FAVOLA DA UN MONDO CAPOVOLTO...

di Graziella Balestrieri.


NDR: Il tono dello scritto,che non si potrà mai udire ,va in maniera quasi ossessiva sentito come ironico…altrimenti non avrebbe nessun senso.

In un c’era una volta che ora non c’è più, lì dove ogni cosa passa, ma tutto resta, lì dove si vive perché si deve… In quel mondo fatato, dove leggi funzionano sì, ma in maniera capovolta esisteva una terra chiamata Calabria e la sua gente, i calabresi. Strana terra questa. Accogliente, di cuore, ospitale, un piccolo popolo che riposava sul fuoco degli inferi, terra selvaggia, definita come un’Africa nel bel mezzo dell’Europa. Astolphe De Custine, 1812 (Lettere dalla Calabria).
Dal 1812 pare che la situazione sia notevolmente degenerata. Ovvero questa sorta di africani d’Europa una mattina si son svegliati ed han trovato l’invasor… E così i calabresi sono diventati un popolo razzista. Olè avanti popolo alla riscossa. Ma in questa Africa d’Europa la sorpresa più grande al risveglio, dopo una notte di lunghi coltelli, è una presenza inquietante che si aggira fra la gente e che incute timore: lo Stato. Nessun riferimento politico ad oggi, da quando l’Italia nacque la presenza dello Stato in Calabria si può ricordare solo durante l’Inno di Mameli, per la nazionale di calcio, quindi la domanda è: ma i calabresi sono veramente un popolo così demente, veramente non si accorgono di essere strumento per le bocche ben pensanti?
E poi quello che fa tribolare veramente il sangue di un calabrese che sta scrivendo è: ma ora si sono accorti dei calabresi, ora che i neri si sono ribellati? E giù di lì, la ‘Ndrangheta, è colpa della ‘Ndrangheta… e lo Stato riposa in cielo, ad osservare a guardare il mare limpido. Poi c’è chi prende le difese di un popolo, quello degli immigrati, per carità nessuna forma di razzismo, anzi sono più fratelli loro e più calabresi loro di qualsiasi altro leghista che indossa la cravattina verde. Ma i calabresi razzisti, non si può proprio sentire. Scusate! Questa non è una difesa per i calabresi, no questa è solo la realtà di chi vive in Calabria, di chi conosce la sua gente, di chi non ha visto mai lo Stato, di chi ha visto un non interesse ad una terra che di fondo ha sempre vissuto nel contentino… Dire “ Lo Stato c’è ” è una delle più paradossali prese per i fondelli che un calabrese potesse mai sentire… Se lo Stato fosse mai esistito in Calabria tutto questo non sarebbe successo!
Percorrendo la strada che va da Catanzaro e che conduce fino a Crotone si possono osservare gli immigrati che camminano, che non si sa dove vanno, che rischi di investirli. Basta abbassare il finestrino, basta alzare la testa per rendersi conto in quale situazione vivono. Lo Stato, la sua bella macchinina non l’ha mai presa. Questo è il consiglio! Veniteci ogni tanto in Calabria prima di giudicare e sputare sentenze come se il popolo calabrese fosse una mandria di pecoroni a cui viene dato bastone e carota. Non si capisce nemmeno l’uscita di Roberto Saviano “Per gli immigrati contrastare le organizzazioni criminali è questione di vita o di morte”. Certo perché i calabresi nella ‘Ndrangheta ci sguazzano! Mah...
E poi perché non ha parlato delle scorie di Crotone, caro Saviano i palazzi lì portano il nome della ‘Ndrangheta, a Crotone nessuno mai è venuto a dir nulla. La gente cammina sulle mattonelle costruite dalla ‘Ndrangheta. Quanti paradossi! Il Papa: "Rispettare gli immigrati!" Ok,e i calabresi chi li ha mai rispettati?
Se si ha la coscienza pulita, va benissimo, prendetevela con i calabresi, tanto a noi passa qualsiasi cosa, stiamo sempre là, in un altro continente. Questa di Rosarno è una guerra fra poveri. La povertà e la miseria generano disordini. Se qualcuno si fosse mai ricordato dei calabresi, state sicuri che gli immigrati stavano sul trono insieme a bere vino e a mangiare cibo divino che questa terra meravigliosa offre. I calabresi non sono razzisti, non lo sono mai stati, se così fosse alcune regioni d’Italia sarebbero già sparite dalla cartine. Forse qualcuno deve accorgersi di una cosa, questa gente tiene le braccia aperte da talmente tanto tempo che oramai è stanca. Immagginate un uomo che sta a braccia aperte da quando è nato, che si trova sull’orlo di un precipizio… Voi non sareste stanchi, non chiudereste le braccia e correreste indietro verso la strada giusta?
Questa è l’unica favola che finisce in maniera capovolta, il principe tira la scarpa addosso a Cenerentola, Cenerentola si incazza gli ridà il bacio ed il principe ritorna ranocchio. E vissero tutti felici e scontenti!
“L’odio è un sentimento che oggi non si comprende neppur se generato dall’amore. Bisogna venire in Calabria per ritrovare l’odio”. Astolphe De Custine,1812 (Lettere dalla Calabria)


Rosarno, simbolo fallimentare della sinistra.


Il ministro Bondi: "Per anni il Mezzogiorno è stato la questione privilegiata dai democratici. All’inizio dei mandati i governatori del Pd avevano suscitato molte speranze. Ecco perché il flop è ancora più clamoroso"



«Dietro ai fatti di Rosarno c’è tutto il fallimento del centrosinistra al Sud». Il ministro della Cultura e coordinatore Pdl Sandro Bondi osserva preoccupato in tv le immagini degli scontri tra immigrati e forze dell’ordine.


L’emergenza di Rosarno e, prima ancora, la bomba alla Procura generale di Reggio Calabria hanno riproposto nuovamente l’allarme sul Mezzogiorno.

«Quello che è avvenuto a Rosarno è il risultato della confluenza di due fenomeni distinti: il primo è il degrado legato all’immigrazione incontrollata, il secondo è il degrado di una realtà sociale profondamente malata e pesantemente condizionata dalla criminalità organizzata. Questi due fenomeni hanno avuto una lunga incubazione prima di manifestarsi con gli effetti che abbiamo visto. Per questo le soluzioni non sono semplici e immediate. Si può e si deve imporre subito la cessazione delle violenze e riportare l’ordine pubblico. Ma sarà molto più difficile e ci vorrà molto più tempo per intervenire sulle cause del degrado, non solo della crisi, che investe molte regioni del Sud».

Quanto pesano nel malessere del Mezzogiorno gli sfasci prodotti dalle amministrazioni Loiero, Bassolino e Vendola, travolte dalle inchieste giudiziarie?

«Nel Mezzogiorno si è verificato il fallimento più clamoroso della sinistra. Tanto più significativo in quanto proprio la questione del Mezzogiorno è stata per lungo tempo la questione privilegiata della politica della sinistra italiana. Bassolino in particolare aveva suscitato all’inizio del suo mandato molte speranze. Per questo il suo fallimento è stato l’emblema della sconfitta della sinistra».

All’ordine del giorno c’è la composizione delle liste Pdl alle Regionali 2010 in Calabria dopo l’allarme lanciato dalla parlamentare Pdl Angela Napoli ad «Annozero».

«Il problema esiste e riguarda tutti i partiti, senza alcuna distinzione. Perciò i dirigenti dei partiti a livello nazionale hanno grandi responsabilità: innanzitutto nell’affidare gli incarichi regionali a persone moralmente e politicamente integerrime, e in secondo luogo nel sovrintendere e nel controllare continuamente affinché i candidati alle elezioni locali, e più in generale ad incarichi pubblici, siano persone oneste e competenti. I partiti devono rinnovarsi per divenire gli artefici del cambiamento».

L’opposizione accusa il governo di razzismo, Casini dice che lo Stato è morto.

«Queste reazioni sono sbagliate e indicano il rischio della strumentalizzazione politica di questi avvenimenti. In questo modo non si verrà a capo di niente. In realtà questa vicenda conferma la necessità di una classe dirigente nazionale capace di mettere da parte le polemichette politiche quotidiane per farsi carico con serietà dei problemi generali del Paese. I problemi sono così gravi in alcune regioni del Sud che occorrerebbe rivolgere un appello a tutte le forze sane esistenti per un piano di emergenza e di rinascita del Sud».

Nonostante l’azione del governo e della magistratura, sembra ancora che la ’Ndrangheta sia l’organizzazione criminale più potente al mondo. Che cosa si può fare per fermarla?

«Occorre lo stesso impegno determinato e prolungato che ha consentito nel corso degli anni di smantellare il potere della mafia. Le prime decisioni annunciate dal ministro degli Interni e da quello della Giustizia vanno in questa direzione».

Il sindaco di Reggio Calabria, Giuseppe Scopelliti, è il candidato Pdl in Calabria. Cosa serve alla classe dirigente del Sud per riemergere?

«In qualità di sindaco di Reggio Calabria Scopelliti ha dimostrato doti di competenza e di onestà che saprà mettere al servizio del governo della Regione. Certo non dovrà essere lasciato solo in questo compito. Dovrà essere sostenuto da tutte le forze politiche e dal governo in particolare, perché come ho detto il compito che ha di fronte è davvero difficile e gravoso».


Fonte: Il Giornale.it

lunedì 11 gennaio 2010

CICCHITTO: Sugli incidenti di Rosarno errore gravissimo della sinistra.





"Sui fatti di Rosarno, invece di scatenare la consueta polemica politica, bisogna fare i conti con una situazione caratterizzata non da una sola ma da tre anomalie assai pesanti".

Lo ha dichiarato il presidente dei deputati Pdl, Fabrizio Cicchitto, che ha osservato:
"La prima è costituita da uno sviluppo incontrollato dell’immigrazione clandestina, che finisce col pesare negativamente su tutto il territorio, la qual cosa è la conferma che l’immigrazione clandestina è un male. La seconda è costituita dall’esercizio, per nulla contrastato dai pubblici poteri, del lavoro nero, con forme inaccettabili ed incivili di caporalato e con una sorta di schiavismo esercitato sulla mano d’opera clandestina; la terza è costituita dalla presenza della ’Ndrangheta. Allora è evidente che i pubblici poteri devono contrastare tutti e tre questi fenomeni: quello dell’immigrazione clandestina, quello del lavoro nero e quello della ’Ndrangheta. Concentrare l’attenzione su uno solo di essi, come fa la sinistra, sarebbe un errore gravissimo".

Giovane Italia
circolo "Giorgio Almirante"

GELMINI: I magistrati non applicano la legge Bossi-Fini.





"Non basta che un governo faccia le leggi se una parte dei magistrati, come nel caso del contrasto all’immigrazione illegale, non le applica e si occupa di più di Berlusconi".

Così si è esprsso il ministro dell’istruzione Mariastella Gelmini, a Mezzo’ora su Rai3, rispondendo a Lucia Annunziata che le chiedeva se quanto accaduto a Rosarno non sia il fallimento della linea dura del governo. "Se non c’è  unitaà e consapevolezza - ha sottolineato il nostro ministro - non basta fare la legge. C’è chi ipotizza la incostituzionalità del reato di clandestinità, chi come parte della magistratura non applica la legge. Si crede invece che l’ immigrazione si possa aiutare con il buonismo".

Giovane Italia
circolo "Giorgio Almirante"

sabato 9 gennaio 2010

Nessuna tolleranza verso gli immigrati che usano la violenza.


"Abbiamo il dovere di far rispettare le leggi e le regola: non ci deve essere tolleranza verso chi usa la violenza in maniera così evidente soltanto perché immigrato".  Lo ha affermato il ministro della Difesa e coordinatore del Pdl, Ignazio La Russa, osservando di essere d’accordo con quanto affermato dal ministro dell’Interno Roberto Maroni a proposito delle proteste dei lavoratori immigrati a Rosarno: anche secondo La Russa certi fatti "derivano proprio dalla troppa tolleranza che c'è stata finora".
"Non c’è niente di peggio della sommatoria di pù situazioni irregolari: immigrazione clandestina, relegata in condizioni di vita di totale degrado, utilizzata per il lavoro nero e spesso anche dalla criminalità organizzata". Lo ha affermato Fabrizio Cicchitto, presidente dei deputati del Pdl, che ha osservato: "E’ proprio in un contesto di alta concentrazione di immigrati clandestini che la xenofobia trova il suo humus naturale e si determina una situazione come quella esplosa a Rosarno. Ciò deve far riflettere sulla necessità di andare avanti sulle linee tracciate dal governo: sviluppare con rigore il contrastato all’immigrazione clandestina, con la piena applicazione delle leggi vigenti, e con altrettanto rigore favorire l’integrazione degli immigrati regolari".

Giovane Italia
circolo "Giorgio Almirante"

sabato 31 ottobre 2009

Nave dei veleni: Mistero svelato.





Nessuna nave dei veleni: solo una nave passeggeri. Per l'esattezza, ad affondare al largo delle coste calabresi di Cetraro fu la nave passeggeri Catania, costruita nei cantieri navali di Palermo nel 1906 per l'armatore di Genova Società Marittima Italiana e silurata il 16 marzo 1917, nel corso della Prima guerra mondiale, dal sommergibile tedesco U-Boat U 64 nel viaggio di ritorno sulla tratta Bombai-Napoli. E' quanto informa ufficialmente il ministro dell'Ambiente, Stefania Prestigiacomo, nella conferenza stampa convocata con il procuratore nazionale antimafia Piero Grasso nella sede della Dna, la direzione nazionale antimafia.
"In 47 giorni, a tempo di record, siamo riusciti a fare piena luce sulla vicenda -dichiara soddisfatta il ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo- per non lasciare margini di ambiguità sulla sicurezza sia ambientale che alimentare. E' giusto ora rassicurare subito l'opinione pubblica nazionale e la popolazione calabrese sull'esito delle indagini su quella che non e' assolutamente una nave dei veleni ma un comune piroscafo". Il ministro ripercorre "le tappe delle indagini che ci hanno visti impegnati con la massima attenzione, dando vita presso il ministero dell'Ambiente a una task force e mettendoci a disposizione prima della Procura della Repubblica di Paola e poi della Direzione nazionale antimafia e della Direzione distrettuale di Catanzaro. Abbiamo tempestivamente informato il Parlamento e ci siamo recati in Calabria per verificare come proseguivano le indagini, a 400 metri di profonditaà, garantendo un mezzo adeguato, la nave 'Mare Oceano' costato 40 mila euro al giorno".
Proprio a tale proposito, la Prestigiacomo esorta in futuro a "seguire vicende simili con più prudenza e con meno allarmismo. Purtroppo, si è soffiato sulla vicenda da parte di diversi sindaci e amministratori locali e si e' registrata una ostilita' a tutti i costi delle autorita' regionali calabresi contro il governo. L'invito alla cautela e alla prudenza in casi simili serve non solo a non creare allarmismi tra la popolazione ma anche a non mettere in ginocchio settori economici nevralgici come il turismo e la pesca, fermo restando che deve andare avanti la lotta contro l'inquinamento e contro le ecomafie, che considero una priorità per il governo e per il ministero che guido".
Che non si tratti di alcuna 'nave dei veleni', e' la conclusione cui sono giunte le autorità chiamate dal ministero dell'Ambiente e dalla Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro a indagare sul relitto rinvenuto al largo di Cetraro, in provincia di Cosenza, e sul suo relativo carico. L'investigazione ha messo in luce che l'imbarcazione affondata ha una lunghezza di 103 metri con una sovrastruttura centrale, nella quale si intravedono alcune 'maniche a vento' cilindriche e non dunque bidoni con al loro interno materiale radioattivo. Inoltre, è stata rilevata la presenza di numerose cabine tipiche delle navi passeggeri e visionati anche alcuni interni, grazie al ponte in legno distrutto dal siluramento, ordinato dal comandante del sommergibile tedesco Robert Moraht.
Dal suo canto, il procuratore nazionale antimafia Piero Grasso rileva che "da quando e' iniziata la vicenda della cosiddetta nave dei veleni, sicuramente una vittima c'è stata: la Calabria. Si sono fermati i pescatori, si sono preoccupati gli operatori turistici, si è allarmata la popolazione locale".
Più in generale, Grasso sottolinea che "gli esiti odierni non bastano comunque a rassicurare una volta per tutte i calabresi e i turisti italiani e stranieri. Occorre un programma organico di interventi che accerti la realtà e verifichi tutte le situazioni, sia in mare che in terra, per bonifiche con uomini e mezzi adeguati. La lotta all'ecomafia non si chiude certo con la chiusura del caso Cetraro, al di là della giusta esigenza di evitare i responsabili allarmismi e negativi pregiudizi ma recuperando la fiducia nelle istituzioni".
Quanto alle dichiarazioni, rivelatesi fuorvianti, dell'ex 'collaboratore di giustizia' Francesco Fonti, il procuratore di Reggio Calabria, Pignatone le considera "palesemente inattendibili: riscontri negativi sono stati accertati per quanto riguarda questa specifica vicenda", ricordando altresì che Fonti dal 1994 godeva di un programma di protezione, poi abolito dopo una condanna a 13 anni per calunnia.
E i signori di sinistra durante la manifestazione (strumentalizzandola) facevano ricadere la colpa su Berlusconi diffondendo solo allarmismi come in ogni vicenda per creare il caos.

Giovane Italia
circolo "Giorgio Almirante"

Qui segue la mappa delle 'nave dei veleni' :




i RELITTI (numerati nella carta qui sopra) e con la “X” sono segnati i siti di altri affondamenti sospetti: 1.CUNSKY (la nave ritrovata il 12 settembre scorso a 20 miglia dalla costa calabra, al largo di Cetraro, a 480 metri di profondità); 2.MIKIGAN (affondò il 31/10/1986); 3.RIGEL (affondò il 21/9/1987); 4.ROSSO (motonave naufragata nel dicembre ’90); 5.MARCO POLO (affondata nel tragitto tra Barcellona e Alessandria il 14/3/1993); 6.KORALINE (nave tedesca affondata il 7/11/1995 al largo di Ustica); 7.ASO (nave carica di soffiato ammonico, affondò al largo di Locri nel maggio 1979); 8.ALESSANDRO I (naufragata nel febbraio 1991); 9.FOUR STAR (in viaggio tra Barcellona e Antalya, affondata nel dicembre 1988)