Salviamo i nostri Marò

Salviamo i nostri Marò
I nostri due militari devono tornare a casa

Siamo contro ogni genere di Discarica nel nostro Territorio!

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sabato 17 marzo 2012

150 anni di Italia: l’orgoglio della ‘Gioventù ribelle’.



Non il bilancio di una stagione, ma il frutto della passione civile e politica e dell’impegno che celebrano le nostre radici con lo sguardo rivolto al futuro. E’ quanto traspare dalla partecipazione di Giorgia Meloni alla chiusura delle celebrazioni per il 150° anniversario della nascita dello Stato Italiano che si è svolta presso il Museo Centrale del Risorgimento del Vittoriano alla presenza del Presidente della Repubblica, di numerosi ministri dell’attuale governo e delle più alte autorità civili e militari. “Con sincero orgoglio – scrive l’ex ministro della Gioventù su Facebook – posso annunciare che ‘Gioventù Ribelle’, l’iniziativa multidisciplinare allestita dal ministero della Gioventù da me guidato, con la fondamentale collaborazione dell’Istituto per la Storia del Risorgimento, ha fatto registrare numeri di partecipazione e gradimento che ne proclamano un successo straordinario”. Numeri che parlano chiaro: “Mostre con cimeli in 8 città e 89 mostre digitali in centri medio-piccoli che sono state visitate da 340.000 persone, diffusi 4.000 cataloghi, spettacoli teatrali rappresentati in 10 città visti da 15.000 spettatori, 15.000 copie di cofanetti dvd prodotte, 8.000 delle quali distribuiti negli istituti superiori italiani, diffusione e stampa di 50.000 opuscoli didattici ‘Percorsi – I luoghi del Risorgimento’, coinvolgimento di 23 istituti scolastici del Lazio per un totale di 4.500 alunni, realizzati circa 120 prodotti didattici multimediali durante i laboratori e un sito web oggi parte del portale dell’Istituto per la storia del Risorgimento italiano”. Un lavoro di trasmissione della nostra storia capillare e rappresentativo dei valori della destra di governo.    “Desidero ringraziare tutti coloro che hanno reso possibile realizzare questo splendido progetto – dice ancora Giorgia Meloni – in particolare il Presidente dell’Istituto per la storia del Risorgimento italiano, Prof. Romano Ugolini,  il Vicedirettore Museo Dott. Marco Pizzo e il dott. Emanuele Martinez i quali, oltre alla straordinaria competenza e professionalità, hanno dimostrato una cortesia e disponibilità fuori dal comune”. “Gioventù Ribelle  - conclude Meloni – è la dimostrazione che si può fare cultura con i giovani e che essi sono assolutamente desiderosi di essere coinvolti in iniziative di qualità.In questa calma apparente della politica, nella quale i partiti si rifugiano per fare la muta, al riparo dalla incazzatura inevitabilmente crescente dei cittadini”.

Italia... Mai stanchi di amarla. Di difenderla. Di credere in lei. BUON COMPLEANNO ITALIA





Il 17 Marzo, onoriamo i tanti giovani cuori ribelli che 151 anni fa unirono questo popolo, e allo stesso tempo ricordiamo che non basta questa data,  ma che abbiamo davanti un futuro che richiede la nostra passione e la voglia 
di sentirsi un popolo unito.



BUON COMPLEANNO ITALIA!
151 ANNI ED E' ANCORA GIOVANE...


domenica 6 novembre 2011

4 Novembre 2011 - Scandale Memore e Grata Ricorda i Suoi Eroi.


Deposizione della Corona d'Alloro

Anche quest' anno Scandale ha ricordato i suoi Caduti con una semplice ma suggestiva manifestazione organizzata dall'amministrazione comunale con la Sezione Reduci di Guerra.
Ad organizzare tutto non è stato  il signor Francesco Carvelli (che a causa della sua età non è stato in grado quest'anno di organizzare la manifestazione), ma da Antonello Voce.
Come ogni anno si è  celebrata una  Santa Messa in suffragio dei nostri Eroi, celebrata dal nuovo parroco don Rino Lepera, seguito dal discorso del vice sindaco e dalla lettura dei nomi  dei nostri Eroi, letti  come sempre da un decennio ormai, da Antonello Voce. Significativa è stata anche la presenza di tutti i Carabinieri della Stazione di Scandale, proprio  a voler rendere ancora più particolare questo giorno. 
Al Monumento  accompagnati dalle note dell'Inno Nazionale i carabinieri hanno fatto l'alza Bandiera seguito dalla deposizione della Corona d'Alloro al suono del "SILENZIO" .


PRESENTE! PRESENTE! PRESENTE!


Il Vessillo Tricolore Innalzato
Alza bandiera


Corteo
Corteo





Discorso del vice Sindaco
Santa Messa






A VOI 650.000 FIGLI D'ITALIA CADUTI!

                  

venerdì 4 novembre 2011

4 Novembre 2011 - FESTA DEI CADUTI IN GUERRA, GIORNO DELL'UNITA' NAZIONALE, GIORNATA DELLE FORZE ARMATE; 90° ANNO DELLA TRASLAZIONE DELLA SALMA DEL MILITE IGNOTO.


VITTORIA!
Il 4 novembre è un giorno importante per la storia d’Italia: si celebra in questa data l’armistizio che nel 1918 pose fine alle ostilità tra l’Italia e l’Austria-Ungheria, nell'ambito della 1a guerra mondiale, concluse sul campo con la vittoriosa offensiva di Vittorio Veneto. Una vittoria frutto della dedizione, del sacrificio e dell’unità del popolo italiano. Ma anche un evento sanguinoso, che costò la vita a 650.000 italiani mentre 1.050.000 furono i mutilati e i feriti: cifre che devono far riflettere, numeri da ricordare. 
Quest'anno la Festa del 4 Novembre assume un rilievo più forte: per l'Italia e il 150° anno di Unità nazionale ed il 90° dalla traslazione della salma del Milite Ignoto da Aquileia a Roma. 


MILITE IGNOTO


Il 27 ottobre 1921 vennero trasportate undici salme nella Basilica di Aquileia. Una donna di Trieste, Maria Bergamas, il cui figlio aveva disertato l’esercito austriaco per combattere nelle file italiane, cadendo in battaglia senza che il suo corpo venisse mai identificato, scelse il corpo di un soldato. Il treno che trasportava l’Ignoto viaggiò sulla linea Aquileia-Venezia-Bologna-Firenze-Roma, riverito dalla popolazione al passaggio nelle varie stazioni.
Il 4 novembre 1921, con una solenne cerimonia, il corpo del Milite Ignoto fu solennemente tumulato nel sacello posto sull’Altare della Patria, a Roma, progettato alla fine dell’Ottocento per commemorare la memoria di Vittorio Emanuele II. Divenne "Il Milite Ignoto", rappresentante di tutti i caduti della Grande Guerra, a cui fu concessa la medaglia d’oro con questa motivazione: "Degno figlio di una stirpe prode e di una millenaria civiltà, resistette inflessibile nelle trincee più contese, prodigò il suo coraggio nelle più cruente battaglie e cadde combattendo senz’altro premio sperare che la vittoria e la grandezza della patria".


Arrivo del Milite Ignoto
Quest'anno a Scandale come ogni anno ricorderemo i nostri Caduti per la Patria. Qui di seguito il programma realizzato dall'Amministrazione Comunae di Scandale e l'Azzociazione IV Novembre. 
Quest'ultima ha preso il posto del Centro Aggregazione Sociale Anziani guidato da Francesco Carvelli ( zio Ciccio), ormai avanti negli anni, ha ceduto il testimone ad Antonello Voce.
A zio Ciccio va il nostro ringraziamento per tutti gli anni in cui si è speso per organizzare quest'importante evento per la nostra Comunità.





PAGINE DI STORIA:
IV Novembre 1918 la fine della "Grande Guerra".

venerdì 18 marzo 2011

INNO DI MAMELI.

IL CANTO DEGLI ITALIANI.

Fratelli d'Italia,
l'Italia s'è desta,
dell'elmo di Scipio
s'è cinta la testa.
Dov'è la vittoria?
Le porga la chioma,
che schiava di Roma
Iddio la creò.
Stringiamci a coorte,
siam pronti alla morte.
Siam pronti alla morte,
l'Italia chiamò.
Stringiamci a coorte,
siam pronti alla morte.
Siam pronti alla morte,
l'Italia chiamò!
Noi fummo da secoli
calpesti, derisi,
perché non siam popolo,
perché siam divisi.
Raccolgaci un'unica
bandiera, una speme:
di fonderci insieme
già l'ora suonò.
Stringiamci a coorte,
siam pronti alla morte.
Siam pronti alla morte,
l'Italia chiamò.
Stringiamci a coorte,
siam pronti alla morte.
Siam pronti alla morte,
l'Italia chiamò!
Uniamoci, amiamoci,
l'unione e l'amore
rivelano ai popoli
le vie del Signore.
Giuriamo far libero
il suolo natio:
uniti, per Dio,
chi vincer ci può?
Stringiamci a coorte,
siam pronti alla morte.
Siam pronti alla morte,
l'Italia chiamò.
Stringiamci a coorte,
siam pronti alla morte.
Siam pronti alla morte,
l'Italia chiamò!
Dall'Alpi a Sicilia
Dovunque è Legnano,
Ogn'uom di Ferruccio
Ha il core, ha la mano,
I bimbi d'Italia
Si chiaman Balilla,
Il suon d'ogni squilla
I Vespri suonò.
Stringiamci a coorte,
siam pronti alla morte.
Siam pronti alla morte,
l'Italia chiamò.
Stringiamci a coorte,
siam pronti alla morte.
Siam pronti alla morte,
l'Italia chiamò!
Son giunchi che piegano
Le spade vendute:
Già l'Aquila d'Austria
Le penne ha perdute.
Il sangue d'Italia,
Il sangue Polacco,
Bevé, col cosacco,
Ma il cor le bruciò.
Stringiamci a coorte,
siam pronti alla morte.
Siam pronti alla morte,
l'Italia chiamò.
Stringiamci a coorte,
siam pronti alla morte.
Siam pronti alla morte,
l'Italia chiamò!
Sì 
Tomba di Goffredo Mameli
 Dal 1947 "Fratelli d'Italia" o il "Canto degli Italiani", scritto da Goffredo Mameli (Genova 1827 - Roma 1849) nel settembre 1847 e messo in musica due mesi dopo da Michele Novaro (Genova 1822 - ivi 1885), è l'Inno Nazionale Italiano. Manca, tuttavia, una esplicita norma in tale senso, poiché rimase priva di seguito la relativa proposta, portata al Consiglio dei Ministri dall'On. Cipriano Facchinetti, il 12 ottobre 1946, Ministro della Guerra dell'epoca.
L'assenza di un'apposita sanzione normativa non ha, però, impedito al popolo italiano di riconoscere, in tutti questi anni, nelle parole e nella musica dell'Inno il simbolo dell'unità nazionale, al pari della bandiera tricolore, con la quale esso forma, anzi, un tutt'uno inscindibile.
Del resto l'Inno di Mameli (questa la denominazione assunta dall'Inno nella cultura corrente) fu associato alla Bandiera Tricolore come segno della volontà di indipendenza nazionale fin dai primi moti popolari che precedettero l'esplosione rivoluzionaria del 1848. E attorno alla Bandiera Tricolore e all'Inno Nazionale si strinsero i milanesi nelle Cinque Giornate del marzo '48. Non meraviglia, quindi, che il primo biografo di Cavour e di Vittorio Emanuele II, Giuseppe Massari, lo abbia definito come il vero e proprio Inno Nazionale italiano. E come tale dovette considerarlo anche Giuseppe Verdi, che lo inserì, accanto alla Marsigliese e all'Inno Nazionale inglese (God Save the King), nell'Inno delle Nazioni, da lui composto in occasione dell'Esposizione Universale di Londra del 1864.
Negli ultimi anni parole e musica di questo Inno sono state oggetto di numerose critiche e non sono mancate le proposte di sostituirlo con altre composizioni risorgimentali o addirittura contemporanee. Bisogna, però, dire che "Fratelli d'Italia", altamente apprezzato da Carducci e dal grande storico francese Jules Michelet, per la sua capacità di coinvolgere emotivamente gli ascoltatori, più di ogni altra composizione risorgimentale riesce ad esprimere un forte sentimento di vera unità nazionale, derivante da una lunga storia comune, che spinge, secondo i princìpi del mazzinianesimo, verso l'unione e l'amore in vista del conseguimento di un fine comune. E anche il ritornello, la parte più conosciuta, perché eseguita nelle manifestazioni ufficiali, sulla quale si appuntano le critiche più malevole, non è manifestazione di pura retorica ma esprime le convinzioni della migliore cultura italiana ed europea dei secoli XVIII e XIX. In questi versi si avverte, infatti, l'eco delle parole scritte da Condorcet nel Quadro storico dei progressi dello spirito umano, ove si legge: "Roma ha portato le leggi in tutti quei paesi in cui i Greci avevano portato la loro lingua, le loro scienze e la loro filosofia. Tutti questi popoli, sospesi ad una catena, che la vittoria aveva agganciato ai piedi del Campidoglio..." (CONDORCET, Quadro storico dei progressi dello spirito umano, Introduzione R. GUIDUCCI, Milano, 1989, p. 188). Ma unità e fusione non devono significare piatta conformità o, peggio ancora, soppressione del grande patrimonio ideale che si racchiude nelle diversità regionali: questo è il significato della quarta strofa, nella quale Mameli, con straordinaria concisione (che non era sfuggita a Garibaldi), rievoca i momenti più significativi della storia delle diverse aree dell'Italia. Ed è proprio per questo motivo che nell'Inno "Fratelli d'Italia" si possono trovare i segni distintivi dell'identità nazionale del nostro paese. 





giovedì 17 marzo 2011

ITALIA 150 ANNI D'AMORE.


17 Marzo 1861 - 17 Marzo 2011



 PER SEMPRE FRATELLI D'ITALIA



ITALIA: NATA PER UNIRE


1861: Nasce l'Italia:

Il Senato e la Camera dei Deputati hanno approvato; noi abbiamo sanzionato e promulghiamo quanto segue: Articolo unico: Il Re Vittorio Emanuele II assume per sé e suoi Successori il titolo di Re d'Italia. Ordiniamo che la presente, munita del Sigillo dello Stato, sia inserita nella raccolta degli atti del Governo, mandando a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge dello Stato. Da Torino addì 17 marzo 1861".
Sono le parole che si possono leggere nel documento della legge n. 4671 del Regno di Sardegna e valgono come proclamazione ufficiale del Regno d'Italia, che fa seguito alla seduta del 14 marzo 1861 della Camera dei Deputati, nella quale è stato votato il progetto di legge approvato dal Senato il 26 febbraio 1861. La legge n. 4671 fu promulgata il 17 marzo 1861 e pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 68 del 18 marzo 1861.
In circa due anni, dalla primavera del 1859 alla primavera del 1861, nacque, da un 'Italia divisa in sette Stati, il nuovo regno: un percorso che parte dalla vittoria militare degli eserciti franco-piemontesi nel 1859 e dal contemporaneo progressivo sfaldarsi dei vari Stati italiani che avevano legato la loro sorte alla presenza dell'Austria nella penisola e si conclude con la proclamazione di Vittorio Emanuele II re d'Italia.

cameraTra il 1859 e il 1860 non ci fu un vero scontro tra l'elemento liberale e le vecchie classi dirigenti ma una rassegnata accettazione della nuova realtà da parte di queste ultime. Solo nel regno meridionale si manifestò una qualche resistenza, dopo la perdita della Sicilia e l'ingresso di Garibaldi a Napoli (7 settembre), senza colpo ferire, con la battaglia del Volturno e la difesa di alcune fortezze. Il nuovo Stato non aveva tradizioni politiche univoche (insieme ad un centro nord con tradizioni comunali e signorili, c'era un mezzogiorno con tradizioni monarchiche fortemente accentrate a Napoli) ma si basava su una nazione culturale di antiche origini che costituiva un forte elemento unitario in tutto il paese, uno Stato - come scrisse all'indomani della conclusione della seconda guerra mondiale un illustre storico svizzero, Werner Kaegi - che cinque secoli prima dell'unità aveva "una effettiva coscienza nazionale" anche se priva di forma politica. Nel rapidissimo riconoscimento del regno da parte della Gran Bretagna e della Svizzera il 30 marzo 1861, ad appena due settimane dalla sua proclamazione, seguito da quello degli Stati Uniti d'America il 13 aprile 1861, al di là delle simpatie per il governo liberale di Torino, ci fu anche un disegno, anche se ancora incerto, sul vantaggio che avrebbe tratto il continente europeo dalla presenza del nuovo regno.
Cominciò infatti a diffondersi la convinzione che l'Italia unita avrebbe potuto costituire un elemento di stabilità per l'intero continente. Invece di essere terra di scontro tra potenze decise ad acquistare una posizione egemonica nell'Europa centro-meridionale e nel Mediterraneo, l'Italia unificata, cioè un regno di oltre 22 milioni di abitanti, avrebbe potuto rappresentare un efficace ostacolo alle tendenze espansioniste della Francia da un lato e dell'impero asburgico dall'altro e, grazie alla sua favorevole posizione geografica, inserirsi nel contrasto tra Francia e Gran Bretagna per il dominio del Mediterraneo. 

 W L'ITALIA! 



sabato 19 febbraio 2011

Contro ogni logica divisionaria, il 17 marzo è festa nazionale!

Tomba di G. Mameli al cimitero monumentale del Verano
Esprimiamo la nostra più grande soddisfazione per la scelta del Consiglio dei Ministri di stabilire la data del 17 marzo come giorno per festeggiare i 150 anni dell'Unità d'Italia. Finalmente si supera ogni logica divisionaria, per onorare coloro che hanno scelto di ricostruire un'Unità d'Italia e che oggi trasferiscono idealmente a noi il testimone. Esprimiamo inoltre particolare gratitudine al Ministro e Presidente nazionale dell'organizzazione giovanile, Giorgia Meloni, che si è battuta più di tutti per  celebrare questa festa, e che ha espresso all'interno del Consiglio dei Ministri la voce di un'intera generazione. Riprendendo le splendide parole di Benigni, ci auguriamo che questo sia solo il primo passo per sentirci ogni giorno, sempre di più Italiani.
Negare il valore del Risorgimento come collante della nostra sensibilità culturale e del nostro bagaglio identitario è fuori luogo e fuori tempo, ed è per questo che la polemica sulla perdita economica per un giorno di festa, suonava sinceramente strumentale. Si può ridurre la memoria ad una questione di bilancio?
Preferiamo che per un giorno il mondo dell'economia si fermi, che si blocchi la retorica sulla produttività mancata, che si eliminino tutti i tentavi strumentali di far emergere leghismi di ogni tipo e di ogni genere e ci si interroghi su cosa è oggi il senso profondo di un'appartenenza, sul valore dell'identità nazionale nel tempo globalizzato e secolarizzato, e su come tramandare l'esempio di quei folli ventenni agli italiani che verranno.

sabato 12 febbraio 2011

La nuova festa? E' molto meglio del 25 aprile

di Giorgia Meloni.

 

Almeno una volta ogni 150 anni credo ci sia bisogno di 24 ore per ricordare una grande avventura collettiva che innalzò una nazione, dove prima c’erano solo un popolo lacerato e un territorio conteso tra potenze straniere

Il ministro Giorgia Meloni
Cresce il dibattito sul 17 marzo, giorno in cui si celebrerà il 150º anniversario dell’Unità d’Italia. Si discute sul senso che deve avere e sulla necessità o meno di celebrarlo alla stre­gua di una festa nazionale. Forse non è un male, almeno siamo tutti costretti a un confronto più onesto e trasparente. Personalmente, resto convinta che almeno una volta ogni 150 anni ci sia bisogno di 24 ore per ricordare una grande avventura collettiva che innalzò una nazione, dove prima c’erano solo un popolo lacerato e un territorio conteso tra potenze straniere.
Ventiquattr’ore per celebrare le ragioni del nostro futuro in comune. Per ritrovare stima e coscienza della propria identità culturale. Per rinsaldare il legame tra le generazioni nel tempo, e insieme il legame tra gli uomini e le donne che vivono oggi nello stesso luogo. Non mi sembra cosa da poco. Credo valga la pena dedicargli un giorno di festa. Naturalmente a patto che sia davvero tale e non solo un giorno di vacanza. Che lo si festeggi insomma, come un compleanno. Vorrei che ciò avvenisse non solo nel 2011, ma tutti gli anni. Questo è il senso del 17 marzo e non riesco a condividere le opinioni, talvolta molto autorevoli, che vorrebbero declassare questa data a una celebrazione di serie B. Non mi pare di aver mai udito alcuna voce levarsi in difesa della produzione o dell’istruzione nazionale per il 2 giugno o il 25 aprile.
Non vorrei che il 17 marzo si celebrasse a scapito di altre date, sia chiaro. Eppure avrebbe maggior senso festeggiare il giorno dell’unità degli italiani anziché momenti in cui gli italiani si sono divisi, come quando prevalse nel referendum l’ordinamento repubblicano sull’ordinamento monarchico. E sono colpevole di apologia del fascismo se ritengo che la data di nascita della nazione italiana si collochi nel Risorgimento e non nella Liberazione? La verità è che per troppi anni abbiamo riempito l’assenza di una giornata dedicata all’unità del nostro popolo ( come avviene per tutti gli altri popoli del mondo) con altre, importanti certamente ma non altrettanto unificanti. Si dirà, ma il giorno dell’Unità d’Italia non unisce affatto, semmai divide.
Lo ha detto il presidente della Provincia di Bolzano, lo fanno notare, anche se con molto garbo democratico, alcuni esponenti politici dell’attuale maggioranza. È proprio per questo che abbiamo un disperato bisogno di festeggiare il 17 marzo. Per ricordare innanzitutto. Che troppo sangue è stato versato da italiani e austriaci per giungere ad una pace che a Bolzano ha portato autonomia e prosperità, che le navi dei Mille si chiamavano Piemonte e Lombardo, che però la nostra nazione era stata pensata e voluta federalista, ma senza la rivolta della popolazione siciliana non si sarebbe destata la voglia d’Italia nel Meridione che poi tutto travolse. Spero sia anche l’occasione per ricordare a coloro che considerano i giovani di oggi incapaci di rappresentanza politica e civile, che fu una generazione di giovani ribelli a fare l’Italia.
Gente di vent’anni o anche meno, armata di nuovi sogni e vecchi fucili, gettò se stessa contro le baionette di un esercito straniero infinitamente più grande e potente, senza paura. E morì, come Goffredo Mameli e tanti altri. Nella speranza che le successive generazioni non avrebbero lasciato cadere il testimone insanguinato dell’unità fra gli italiani. Non ci si sente un po’ piccini a parlare di fabbriche e produttività con il rischio che quei ragazzi ci ascoltino? 


GIORGIA, SEI IL NOSTRO ORGOGLIO!

domenica 7 novembre 2010

4 NOVEMBRE 2010 Scandale Ricorda i suoi EROI.


Lettura dei Nomi dei nostri Caduti
Come ogni anno Scandale ricorda i suoi Caduti con una semplice ma suggestiva manifestazione organizzata dall'amministrazione comunale e dal Centro Aggregazione Sociale Anziani il quale ospita il nucleo dei Reduci di Guerra capeggiati dal signor Francesco Carvelli. 
Dopo la celebrazione della Santa Messa in suffragio dei nostri Eroi, Antonello Voce ha dato lettura dei loro nomi seguito dal corteo fino al monumento loro dedicato, dove l'assessroe Rizzuto, in assenza del Sindaco per impegni istituzionali, ha tenuto il suo discorso.

Discorso dell'assessroe Rizzuto
Qui la Gallery realizzata da Antonio Rizzuto:
 4 NOVEMBRE A SCANDALE.

Monumeto dei Caduti

giovedì 4 novembre 2010

4 Novembre 2010 - FESTA DEI CADUTI IN GUERRA, GIORNO DELL'UNITA' NAZIONALE, GIORNATA DELLE FORZE ARMATE



Il 4 Novembre, una data storica per l'Italia. Data in cui si completava, con la fine della Prima Guerra Mondiale, il ciclo delle campagne nazionali per l'Unità d'Italia. Un cammino lungo, durato settant'anni, dalla Prima Guerra d'Indipendenza in avanti.
Un percorso difficile, intrapreso da uno dei Regni preunitari e portato a termine con il concorso convinto della popolazione di tutte le regioni d'Italia, mosse dal desiderio di mettere sotto un'unica Bandiera le sorti della penisola.

Quest'anno, nell'approssimarsi del centocinquantesimo anniversario dell'Unità nazionale, le celebrazioni assumono un aspetto meno rigoroso, per divenire invece un punto di contatto e di incontro fra cittadini e cittadini con le stellette.

Un'occasione per vedere da vicino, mezzi e materiali e conoscere uomini e donne della difesa, attraverso gli appuntamenti che, fra il quattro e il sette novembre, si snoderanno fra concerti delle Bande Militari, "caserme aperte" e dirette TV.
Il programma completo degli eventi è disponibile sul sito della Difesa.


Pagine di Storia...
4 NOVEMBRE 1918 LA FINE DELLA "GRANDE GUERRA"  


PRESENTE! PRESENTE! PRESENTE!

mercoledì 29 settembre 2010

La Giovane Italia vuole le scuse di Bossi.

"VOGLIAMO LE SCUSE DI BOSSI!" Così Dichiara Marco Perissa, segretario della direzione nazionale della Giovane Italia."Le battute del ministro Bossi - prosegue - ci lasciano senza parole. I ministri della Lega ogni giorno dimostrano con il loro lavoro e quindi nella praticità, il loro interesse nel far crescere e migliorare la nostra amata Italia.
Le sue parole, inopportune e improprie, offendono tutti coloro che hanno combattuto per rendere Roma e l’Italia così grandi nel mondo, e tutti coloro che quotidianamente, per spirito di sacrificio e di amore, dedicano la loro vita a costruire e cambiare questa nostra Patria.Speriamo quindi che questa polemica si concluda nel più breve tempo possibile con le scuse del leader leghista, e a Bossi ricordiamo che offendere Roma significa innanzitutto rinnegare se stessi e la propria storia.”

Mentre Cesare Giardina Presidente del circolo di Roma aggiungge:
"Eravamo a conoscenza del complesso di inferiorità del Ministro Bossi nei confronti di Roma, ma questa volta abbiamo raggiunto il patetico. Questa battuta, da film trash anni 80, non è solo un
offesa a Roma e ai Romani ma a tutto quello che Roma rappresenta. Città universale, faro di civiltà per l'Italia unità e capitale delle radici cristiane che caratterizzano l'intera Europa.
Sono ormai anni che proviamo a spiegare ai leghisti l'importanza della nostra città, già 5 anni fa inviammo un libro sulla storia di Roma a Bossi, purtroppo con scarsi risultati. Evidentemente, la voglia di leggere del ministro è pari alla voglia di studiare del figlio, per questo ci rassegniamo ad ascoltare questi ormai troppo frequenti deliri, rispondendo con una goliardica canzone romanesca “Ma che ce frega ma che ce importa...”

giovedì 19 agosto 2010

1° Torneo TRICOLORE di calcio balilla per ricordare i 150 anni dell’Unità d’Italia


Si è concluso alla grande il ieri il “Primo torneo tricolore di Calcio Balilla”, organizzato dalla Giovane Italia di Scandale nei locali del Tropical Ice dei F.lli. Crudo.

Dodici squadre partecipanti si sono contese il primo premio, comprendente la coppa e una cena, suddivise in 4 gironi da tre. Le prime due squadre per ogni girone che avessero superato il turno, avrebbero avuto accesso ai quarti di finale, poi successivamente alle semifinali e alla finalissima, senza tralasciare la finale di terzo posto. A vincere il torneo “Hollywood”, seguita da “Premium” e “Rafga”.
L’obiettivo del torneo era quello di focalizzare l’attenzione sull’Unità d’Italia. 150 anni dopo, nessuno conosce la propria storia, nessuno conosce i personaggi e le cause, ma soprattutto nessuno, se non per sentito parlarne in tv, ricorda che questo sia il 150° anniversario dell’Unità d'Italia.
I vari gironi hanno preso i nomi dei personaggi chiave,  Mazzini, Garibaldi, Cavour, Mameli, proprio a voler dare un significato alla manifestazione e a celebrare le loro imprese.
Gli organizzatori del torneo (Emmanuel Tiano, I. Pingitore, Antonello Voce nelle vesti di giocatore) hanno fatto da arbitri, proprio per rendere corretta e piacevole, oltre che avvincente la gara.

Prima del torneo, un’idea la si era già fatta sulle squadre che avrebbero potuto vincere, ovvero l’A-Team (Vincenzo Marino e Tommaso Brescia), l’Hollywood (Vincenzo Marino e Pietro Riolo), i “Rafga” ( Raffaele Galasso e Raffaele Galasso), i “Premium” (Loris Marino e Nicky Lazzaro) e “Gli Special One” (Luca Coniglio e Maurizio Riolo).
Giocare a calcio balilla potrebbe sembrare qualcosa da ragazzi, ma vedere due squadre contendersi la rete, con la pallina in gioco da 10 minuti è massacrante, soprattutto per i giocatori. Nei vari turni di finale le squadre in gara hanno dovuto mostrare la loro abilità giocando 4 set da sei reti, nella speranza che una delle due si qualificasse. Da ricordare è la gara, che prevedeva l’accesso alle semifinali, tra “Special One”e “Hollywood” durata più di mezz’ora, nell’incertezza di chi avrebbe passato il turno.
Alla fine, due squadre sono arrivate in finale, ovvero “Premium” e “Hollywood”; i giocatori erano stanchi dopo quasi 4 ore di gare, nessuna delle due avrebbe voluto perdere alla fase finale e al primo set lo si era già capito con un netto pareggio in rimonta da parte degli “Hollywoood” 5-5. Alla seconda partita, per la stessa squadra è arrivata la vittoria; bastava, per il terzo set, un pareggio, ma ciò non è avvenuto, infatti arriva una sconfitta per 6-4 da parte dei “Premium”. L’ultimo set avrebbe regalato alle due squadre il trionfo, in caso di vittoria. Le squadre erano molto stanche, ma si sa, in tutti gli sport un vincitore dovrà pure esserci. Arriva, come prevedibile, la vittoria per 6-4 degli Hollywood, che a fine gara hanno raccolto gli applausi e le urla della gente presente.
Da ringraziare, come sottolineato dal Presidente della Giovane Italia Scandale Antonello Voce, gli sponsor: EdilSpina - Tre, Mondo Natura, Ferramenta, Franck’s Style, per aver favorito la realizzazione del torneo e “U Briganti” per aver offerto la cena ai vincitori, ad un prezzo minimo.
Non era di certo atmosfera da stadio, dipinta da boati e da cori, ma le piccole cose, fatte con sacrificio, alla fine danno i risultati sperati.

Ippolito Emanuele Pingitore

giovedì 13 maggio 2010

150° UNITA' D'ITALIA: Giorgia Meloni, serve un Risorgimento Generazionale.

“All’Italia di oggi, a 150 anni dall’unità, serve un nuovo Risorgimento: un Risorgimento generazionale. Giovani patrioti di tutte le regioni furono protagonisti di quell’avventura. Penso ai mille volontari partiti da Quarto con Garibaldi, ai trecento che seguirono Carlo Pisacane, a Goffredo Mameli, morto poco più che ventenne combattendo per l’Italia. Sono convinta che debbano essere di nuovo i giovani italiani a risvegliare la coscienza unitaria nazionale con l’inesauribile energia delle loro idee, con il coraggio di un impegno civile non ancora corrotto dai compromessi della vita adulta”. Così il ministro della Gioventù, Giorgia Meloni, interviene ad un anno dalle celebrazioni per il 150° anniversario dell’Unità d’Italia. “Celebrare i 150 anni dell’Unità d’Italia non è solo la commemorazione di un evento lontano nel tempo, ma la presa di consapevolezza di un futuro comune. Significa ribadire a sé stessi e al mondo un’identità condivisa da curare ogni giorno con pazienza e fierezza. Credo che i giovani italiani, malgrado le sfortune sociali ed economiche di questo tempo – conclude il Ministro – abbiano la fortuna di essere immuni dalle ideologie che in passato hanno corroso il nostro sentimento nazionale. Per questo ritengo che si possa affidare a loro con serenità e fiducia lo spirito delle celebrazioni che ci attendono”.
 
Giovane Italia
circolo "Giorgio Almirante"