Salviamo i nostri Marò

Salviamo i nostri Marò
I nostri due militari devono tornare a casa

Siamo contro ogni genere di Discarica nel nostro Territorio!

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venerdì 5 ottobre 2012

Oltraggiato il Santuario della Madonna della Difesa con colpi d’arma.



Esprimiamo la nostra totale condanna ed il nostro più profondo sdegno per quanto avvenuto al Santuario della Madonna della Difesa. Ignoti hanno osato violare, crivellando con colpi da arma, il sacro muro del Santuario.
Non abbiamo parole di disprezzo e amarezza per condannare il gesto vile di questi vigliacchi che tanto hanno osato. Vorremmo semplicemente saperne il motivo augurandoci che vengano presto identificati dalle forze dell'ordine.
Periodicamente il suddetto Santuario, oltre ad essere luogo di bivacco di ogni genere dagli appuntamenti di coppia agli incontri di “fumo” ed alcol,  è  oggetto di atti vandalici, scritte sui muri e  vetri rotti, ora addirittura colpi d’arma. Cosa dobbiamo aspettarci ancora?
Tutto questo a nostro avviso è intollerabile specie per quello che il luogo rappresenta non solo a livello religioso ma anche storico e affettivo per la nostra comunità locale.
Noi militanti della Giovane Italia un anno e mezzo fa circa ne denunciammo lo stato di abbandono al Sindaco e all’ex parroco, chiedendone la ristrutturazione, il ripristino dell’illuminazione esterna, un sistema di sicurezza per salvaguardare la Sacra Effige e di riportare il cassone dell’immondizia.
Di queste quattro proposte soltanto due ne sono state accolte fino ad ora, la ristrutturazione e l’illuminazione esterna (se ancora non lo sapessero da oggi il santuario è di nuovo al buio).
Ciò non è avvenuto per opera del Sindaco e della sua giunta ma grazie all’arrivo del nuovo parroco, don Rino Lepera, il quale  nel mese di Luglio scorso l’ha fatto ristrutturare in occasione dei festeggiamenti Mariani, cioè un anno dopo la nostra denuncia.
Ora, per l’ennesima volta ci rivolgiamo a lei signor Sindaco, non al parroco perchè ha già  fatto tanto da solo, chiedendole a di far ripristinare il cassone dell’immondizia e di far dono al Santuario, tanto caro ai cittadini di Scandale, di un sistema di sicurezza e di videosorveglianza per evitare future azioni spregevoli.
Speriamo vivamente che almeno questa volta le nostre istanze vengano accolte, poiché riteniamo indecente tutto quello che è successo fino ad oggi, riconsegnando così ai fedeli un luogo più dignitoso ove poter vivere la propria spiritualità e devozione nei confronti della Vergine Maria

Antonello Voce
Presidente circolo "Paolo Di Nella"
Giovane Italia Scandale








 

giovedì 4 ottobre 2012

Giovane Italia occupa per protesta la sede del Pdl.


Di seguito la nota della Giovane Italia Crotone: I militanti della Giovane Italia hanno occupato, ieri sera, in segno di protesta la sede provinciale di Crotone del Popolo delle Libertà.

«Siamo stanchi e stufi – dichiara Fabrizio Zurlo – del nullismo politico dei vertici locali del partito, che da mesi non ci permettono di sfruttare neanche la federazione per fare attività politica. Il gesto, seppur non proprio etico, è testimonianza di insofferenza da parte nostra nei confronti di questo partito che a Crotone vive un lungo letargo, che si protrae ormai da troppo tempo e che tarpa le ali a chi realmente vuole fare politica tra la gente, senza alcuna aspettativa, senza pensare di servire un potere sempre più opportunistico e clientelare».
Con questo gesto i giovani militanti si riappropriano di ciò che ritengono casa propria.
«Noi siamo – continua Zurlo - la parte viva e l’anima del PdL, questa è casa nostra, eppure siamo stati costretti a fare un atto di forza per poter ripartire con la nostra attività politica».
La Giovane Italia ha deciso di assumersi l’onere di tenere aperta la sede ogni singolo giorno.
«Un grande Partito come il Popolo della Libertà, - dichiara inoltre il dirigente della Giovane Italia - dovrebbe essere faro e punto di riferimento per una comunità dilaniata da molteplici emergenze come è quella Crotonese, è questo che la nostra passione ci chiama a fare, gli altri dirigenti, se come hanno dimostrato vorranno portare solo le mostrine sulle spalle senza fare null’altro, se vorranno atteggiarsi a grandi strateghi politici, se non impareranno ad avere umiltà, a scendere in mezzo alla gente ed ad accogliere le proposte ed i numerosi malumori, se non incarneranno, quindi, gli ideali del centrodestra e non cercheranno di portare risultati concreti per il nostro territorio, da oggi è meglio che restino a casa o magari continuino a scaldare poltrone di pelle in questo o quel palazzo portando il loro negativismo e le loro polemiche all’interno delle loro abitazioni e non nel partito!».
La Giovane Italia ha deciso, quindi, di rompere gli indugi dando una sferzata alla dirigenza del proprio partito.
«Da oggi il vento cambia, - conclude Fabrizio Zurlo - da oggi si riaccende la fiamma della buona politica, della militanza, e la federazione di via risorgimento sarà aperta tutti i giorni per accogliere, ascoltare i simpatizzanti ed i cittadini. Il PdL non è il partito dei Fiorito e delle Minetti, ma una grande comunità umana, fatta da migliaia di ragazzi che ancora oggi si sacrificano per la propria Patria. Una goccia in mezzo a un mare?? Può essere.. ma la cosa importante è ripartire da zero!».
Oggi, giovedì 4 ottobre, alle ore 18,30 la Giovane Italia ha indetto una conferenza stampa, nei locali del PdL in via Risorgimento per rendere pubbliche le motivazioni di questo gesto così eclatante.

mercoledì 19 settembre 2012

IO SONO EUROPEO...

 
Sono nato qui dove è nata la civiltà, ho messo insieme le pietre a Stonehenge per avvicinarmi al cielo, ho costruito il Partenone e combattuto alle Termopili. Ho vinto con Costantino contro Massenzio e costruito un arco che è divenuto pilastro della storia.
Ho unito il quadrato, simbolo della terra, con il cerchio, simbolo dell'infinità del cielo per costruire l'ottagono del castello del monte. Ho vissuto lassù tra il grigio del castello di bamburgh, e riflettuto all'ombra del monastero benedettino di Subiaco.
Sono arso vivo per difendere le mie idee come Giovanna D'arco in Piazza del Mercato Vecchio.
Sono tornato a combattere la guerra di Cipro,ho poi raggiunto Apremont per raccogliere il bianco giglio nel campo dei ribelli. Sono tornato in Italia per vegliare sui fratelli del Monte Grappa.
Sono tornato a bruciare ancoro in piazza a Praga con Jan Palach per veder nascere dalle lacrime la primavera della Libertà.
Ho picconato il muro a Berlino per poter dire Io Sono Europeo, sono nato qui, dove è nata la civiltà, nell'Europa con il cuore senza rating.
 

martedì 18 settembre 2012

ATREJU, PERISSA: ALFANO E MELONI INFIAMMANO I NOSTRI GIOVANI.

Marco Perissa, Angelino Alfano, Giorgia Meloni e Annagrazia Calabria - Atreju 2012
 
Ringrazio davvero di cuore Angelino Alfano e Giorgia Meloni che hanno chiuso insieme questa mattina la quattordicesima edizione di Atreju. Li ringrazio soprattutto perché insieme hanno entusiasmato i nostri ragazzi, dimostrando che c'è chi vive la politica con la testa e con il cuore. Questo è il PdL che noi vogliamo, quello delle idee, quello dei valori e quello è pronto ad accettare la sfida del nostro tempo senza paura. Ma il ringraziamento più sentito va ai tanti ragazzi che da tutta la nostra Italia hanno riempito questa festa, partecipando attivamente a tutte le fasi della nostra cinque giorni. Loro dimostrano che esiste ancora oggi una generazione senza paura, che sceglie di donarsi senza riserve, senza ricevere un euro, ma solo per amore verso un'idea e una comunità. Sono loro l'esempio migliore per questa Italia, troppo spesso lasciata alla sua disillusione davanti la crisi. La speranza riparte da Atreju"
E' quanto dichiara Marco Perissa, presidente nazionale della Giovane Italia.

venerdì 31 agosto 2012

SENZA PAURA | Atreju 2012 | 12-16 Settembre

 
 
Carissimi, ritorna il fatidico appuntamento  con "Atreju", la festa nazionale della Giovane Italia, che anche quest'anno si svolgerà a Roma nel parco del Celio, dal 12 al 16 settembre
"#SenzaPaura" è il titolo scelto per questa edizione. Perché oggi più che mai vogliamo gridare che non ci stiamo, che non saremo noi ad uccidere i nostri sogni e  non saremo noi a lasciare il futuro nella mani di chi ha abusato del passato compromettendo il presente. Senza paura, quindi, per descrivere il moto d'orgoglio della generazione che, nonostante tutto, ogni giorno scende in campo per combattere la crisi, per uscirne e per concedere ai propri figli un'Italia migliore di quella che ha ereditato.

Il programma ancora in fase di elaborazione, come di consueto verrà svelato i primi giorni di Settembre e affronterà i temi caldi di questa stagione politica e sarà affiancato da tanta cultura, con gli aperitivi letterari che animeranno il tardo pomeriggio e tanta musica ed intrattenimento. Non mancherà il 'Premio Atreju', il riconoscimento che la nostra generazione dà a coloro che si sono distinti per aver vissuto la propria vita, professione o passione, con dedizione e coraggio, diventando esempio.
Sul nuovo portale modalità di partecipazione e informazioni. Per rimanere aggiornati vi chiediamo di seguire Atreju sui canali ufficiali e condividere le notizie:

Fb: Atreju -Pagina Ufficiale-

Twitter: @atreju2012
Atreju è la nostra festa, la possibilità di raccontare la nostra visione del mondo. Atreju è la nostra sfida, siamo certi che anche quest'anno saremo all'altezza!

Marco Perissa                                      
Presidente Nazionale della Giovane Italia. 
Annagrazia Calabria
Coordinatrice Nazionale della Giovane Italia. 

mercoledì 18 luglio 2012

Giovane Italia Crotone, "Nutriamo la legalità".




La Giovane Italia anche per quest'anno organizza la commemorazione del Giudice Paolo Borsellino e degli agenti della sua scorta, diventati eroi e pertanto bandiera della legalità. La manifestazione si svolgerà dalle ore 19,30 al giardino Falcone e Borsellino dove si terrà un breve momento di commemorazione. A venti anni dalla morte del Giudice ancora tanta è la strada da fare per debellare un cancro come la ndrangheta che ogni giorno impedisce alla nostra amata terra di svilupparsi, la politica mantiene ancora oggi zone d'ombra pericolose che scoraggiano sempre di più i cittadini della nostra terra, che ormai hanno perso fiducia nelle istituzioni. L'esempio lasciatoci da Paolo non dove essere soltanto una distaccata opera di repressione contro le mafie, ma un movimento culturale e morale che coinvolga tutti ed in particolar modo le giovani generazioni, "le più adatte a sentire subito la bellezza del fresco profumo di libertà che fa rifiutare il puzzo del compromesso morale, dell'indifferenza, della contiguità e quindi della complicità".
Come diceva il Giudice "Politica e mafia sono due poteri che vivono sul controllo dello stesso territorio: o si fanno la guerra o si mettono d'accordo" da questo concetto, poco ricordato da tutti, si deve partire per assicurare la totale estraneità delle forze politiche dalla ndrangheta e per farlo sono necessarie azioni e proposte di legge ad hoc che vadano in questa direzione. Invitiamo tutti i rappresentanti delle istituzioni, le forze politiche,i sindacati e le associazioni a partecipare alla commemorazione per schierarsi dalla parte di chi, con il proprio sacrificio, ci ha indicato la strada per ribellarci alle organizzazioni mafiose.

Giovane Italia
Circolo di Crotone.

martedì 17 luglio 2012

Giovane Italia lancia campagna nazionale sulla Legalità.




La Giovane Italia presenta in conferenza stampa la campagna nazionale sulla legalità e annuncia la mobilitazione nazionale per la fiaccolata del 19 luglio a Palermo, in ricordo della strada di Via d'Amelio.

"Questa campagna nasce dall'intenzione di richiedere verità e giustizia dopo 20 anni di omertoso silenzio dalle stragi dei giudici Borsellino e Falcone, ma allo stesso tempo abbiamo deciso di unire al ricordo, proposte di cambiamento per il bene della nostra Italia, per sconfiggere la mafia, per convincere la nostra generazione che esiste ancora una speranza. Crediamo che il primo apporto debba provenire dello Stato: chiediamo più vicinanza a chi denuncia, con il potenziamento del fondo di solidarietà per le vittime del racket e sgravi fiscali per gli imprenditori che decidono di denunciare.  Per un coinvolgimento più attivo nella lotta alla mafia da parte dei giovani, chiediamo che vengano assegnati proprio a questi ultimi i beni confiscati alla mafia. Ribadiamo l'importanza dell'inasprimento della pena per i mafiosi, e vogliamo politiche antiriciclaggio e più trasparenti nella gestione degli appalti. Da oggi troverete i nostri ragazzi in tutte le piazze, da settembre in tutte le scuole e le università, perché ovunque ci sarà un No alla mafia, noi ci saremo." Dichiara Annagrazia Calabria, coordinatore nazionale della Giovane Italia

"Naturalmente il primo e principale appuntamento sarà quello di Palermo il 19 luglio per la fiaccolata in memoria del giudice Borsellino, perché non a caso abbiamo scelto di lanciare questa campagna proprio nei giorni in cui si ricorda la strage di via d'Amelio. La nostra azione politica e umana non può che essere orientata sulle orme dei grandi uomini, come Falcone e Borsellino, che hanno testimoniato attraverso la loro vita, cosa significhi donare se stessi per amore della propria terra.  Il nostro impegno continuerà nei prossimi giorni, affinché questa campagna sia manifesto ideale di una generazione intera, che sogna e crede in un'Italia senza mafia. Oggi scegliamo di raccogliere idealmente quel testimone che anni fa il giudice Borsellino ha assegnato ai giovani nella lotta alla mafia: le negheremo il consenso, per amore nostro, dei nostri figli e della nostra terra." Dichiara Marco Perissa, presidente nazionale della Giovane Italia, Marco Perissa.

giovedì 12 luglio 2012

Riforme, Perissa e Calabria: Chi vuole presidenzialismo sceglie il popolo.



"La Giovane Italia sceglie il popolo, a cui va restituita la sua sovranità. Per questo motivo abbiamo lanciato una petizione on line dal titolo 'Il popolo è sovrano' (www.firmiamo.it/perilpopolosovrano). La nostra richiesta è quella di ridare voce ai cittadini attraverso l'elezione diretta del Presidente della Repubblica e la scelta dei parlamentari, da cui farci rappresentare.-  dichiarano in una nota congiunta, Marco Perissa e Annagrazia Calabria, rispettivamente presidente e coordinatore nazionali della Giovane Italia, che aggiungono - Ci auguriamo che la riforma possa essere presto approvata, per riaffermare il principio della rappresentanza della politica e per consentire ai cittadini, di partecipare alla scelte che incidono sul futuro della nostra Nazione. Il popolo è sovrano e la politica ha il compito di restituirgli la sua dignità".

giovedì 5 luglio 2012

Non uccidete il nostro futuro!



Caro parlamentare,
ci rivolgiamo a te perchè in questi giorni dovrai approvare, in Parlamento, la "Spending Review", che tra i tanti tagli che propone, cancella di fatto 42 provincie accorpandole a quelle più grandi.
Tra le 42 provincie c'è anche quella di Crotone e noi, giovani di Crotone, e dei comuni della nostra provincia, ti scriviamo per convincerti a votare contro questo progetto.
Ci rivogliamo a te, oggi, per nome e per conto di tutti quei ragazzi della nostra provincia che ogni giorno lottano e combattono per evitare di emigrare. Ti scriviamo a nome di tutti coloro che sognano di poter costruire il proprio futuro nella Terra dei propri Padri.
Cos'è la Provincia secondo noi? Per noi la provincia è futuro, è sviluppo, è sicurezza.
Nessuno di noi sogna il posto statale, nessuno di noi vuole difendere i nostri amministratori.
Queste cose non ci interessano. Le cose importanti per noi sono altre. Sono i presidi di democrazia e sicurezza come la Prefettura, la Questura, i Comandi Provinciali di Carabinieri e Guardia di Finanza, perchè nel nostro territorio non ci può essere futuro senza sicurezza, non ci può essere sviluppo senza legalità. E tutto questo non può essere minimamente immaginato se lo Stato abbandona questo territorio, regalando terreno alla 'ndragheta. Il nostro, caro parlamentare, è un territorio strano, che qualcuno ha reso debole, per poterlo gestire con facilità, che qualcuno ha usato come bacino elettorale promettendo futuro, ma seminando miseria. Ma oggi tutto questo è terminato. Oggi su questo territorio esiste una generazione che lavora in silenzio, che comincia ad occupare ruoli istituzionali, che comincia a crescere professionalmente.
Oggi questo territorio vuole e può cambiare, ma può farlo solamente se oggi non gli vengono tagliate le gambe. Noi sogniamo e vogliamo uno Stato forte, che cancelli gli sprechi e che basi la propria azione quotidiana su due semplici ma importanti concetti: qualità e meritocrazia. Ma la cancellazione della nostra provincia non risponde a nessuno dei due criteri. Anzi sembra quasi il soppruso di un bulletto che fa il forte con i deboli e il debole con i forti. Noi sogniamo un altro Stato, che sappia ridare dignità al proprio Popolo. Noi sogniamo un altro Stato, che abbia la forza di cambiare, di rigenerarsi, di ridisegnare il proprio assetto istituzionale, per diventare più dinamico e capace di affrontare le sfide del nuovo millennio. Oggi, caro parlamentare, ti chiediamo uno sforzo: abbandona le logiche di palazzo, dimentica di essere stato nominato parlamentare, e ricordati di una parte di quel Popolo che tu rappresenti, e dimostraci che il domani può essere realmente diverso dal presente, accendi di nuovo la speranza, dai una seria picconata al concetto di "casta".


martedì 19 giugno 2012

NO ESM: GIOVANE ITALIA OCCUPA SEDE PARLAMENTO EUROPEO A ROMA ...



Più di cento militanti della Giovane Italia, movimento giovanile del PdL, hanno occupato questa mattina la sede del Parlamento Europeo a Roma, per manifestare contro il trattato sul Meccanismo Europeo di Stabilità (ESM).

"Le parole che l’Europa ha bisogno di ascoltare sono dignità, libertà e sovranità, non ratifica dell’ESM: un trattato che in teoria dovrebbe aiutare i Paesi in difficoltà, ma che in realtà istituisce un organismo finanziario senza alcun tipo di controllo e giurisdizione.

La ratifica di questo trattato equivale alla perdita di ogni tipo di sovranità, in quanto ogni Paese aderente dovrebbe negoziare scelte di politica interna, non come Stato sovrano, ma in qualità di socio e debitore.

La manifestazione simbolica di oggi vuole accendere i riflettori su un tema volutamente ignorato ed è l’inizio di una grande mobilitazione nelle piazze, diretta ad informare e raccogliere firme per convincere i nostri rappresentanti politici a non cedere di un passo davanti ai poteri forti di questa Europa della banche". E' quanto dichiara, in una nota, il presidente romano della Giovane Italia, Cesare Giardina.


lunedì 18 giugno 2012

Ai ragazzi e le ragazze della Giovane Italia.


Giorgia Meloni - Giovane Italia
Carissimi,

molte volte ho già preso questa decisione e altrettante sono tornata indietro. Non stavolta. Dalla nascita della Giovane Italia in poi mi sono spesa per individuare tempi e modalità perché si potesse celebrare un congresso, che mi consentisse di passare a un'altra generazione il testimone della guida del movimento giovanile.

Finora è stato impossibile celebrare questo benedetto congresso della Giovane Italia, e per quanto sia per me doloroso scrivere questa lettera, ritengo che non sia più procrastinabile il mio addio al movimento giovanile ufficiale del Pdl. Per due motivi fondamentali.

In primo luogo, perché quando si sostiene una battaglia per il rinnovamento generazionale in Italia, e si è a capo di un'organizzazione da troppi anni, si finisce per non essere in regola con la propria coscienza. Ed è una cosa che non sopporto, perché ritengo che la coerenza debba essere la prima virtù di chiunque pratichi l'impegno civile.

La seconda ragione delle mie dimissioni sta nell'estremo sollecito ai vertici del partito, e a tutti i massimi dirigenti della Giovane Italia, affinché si prodighino per consentire lo svolgimento di un'assemblea congressuale della Giovane Italia, nella quale poter eleggere i propri rappresentanti secondo i principi di merito e democrazia.

Fino a quel momento da tanti atteso, al mio posto ci sarà Marco Perissa. Voi lo conoscete bene, perché in questi anni è stato un punto di riferimento per tutti, e non a caso è stato il nome più condiviso sul quale puntare per questa fase. Sono certa che saprà guidare il movimento con intelligenza e coraggio nei mesi che lo separano da una grande assise che possa legittimare pienamente una nuova grande storia di protagonismo generazionale.

La decisione sarà formalizzata oggi in una apposita conferenza stampa alla quale parteciperà anche Angelino Alfano.

Io, la mia storia, l'ho fatta. Ed è stata incredibile. L'esperienza nel movimento giovanile mi ha formato come donna e come italiana, prima di qualunque altra cosa io possa esser diventata in questi anni. Sono passati vent'anni da quando varcai la soglia di una sezione del Fronte della Gioventù alla Garbatella, sull'onda lunga delle emozioni scatenate dal brutale assassinio di Paolo Borsellino. Da quel giorno, molte cose sono accadute intorno a me e dentro di me.

Battaglie, gioie, sconfitte, riscatti, amicizie, amori, lutti, rinascite. Non cercavo altro che dare un senso alla mia indignazione, e ho trovato molto di più: una comunità. Ragazzi e ragazze, di ieri e di oggi, alcuni ancora giovani, altri diventati uomini e donne, che hanno dedicato tanto, poco o tutto, alla propria passione politica. Senza chiedere in cambio poltrone, stipendi o privilegi. Li ringrazio tutti, uno per uno, perché sono stati la mia forza e il mio entusiasmo.

Ringrazio quelli che mi hanno sostenuto quando sono stata eletta a Viterbo e quelli che non lo hanno fatto, ma dal giorno dopo hanno capito che saremmo stati forti solamente se fossimo rimasti uniti. Su tutti, un grazie lo meritano Giovanni e Carlo, che in questi anni hanno condiviso ogni mia scelta da Presidente nazionale e che come me da tempo sperano di poter passare il testimone.

E poi Paolo, che da qualche anno non è più dirigente del movimento ma continua a occuparsi di giovani da un'altra angolazione, e Michele, che non si è risparmiato mai in questi anni e penso che non lo farà neanche adesso.

A queste migliaia di persone, conosciute in ogni angolo di questa stupenda nazione, ho pensato molto durante i miei tre anni da Ministro della Gioventù. Ho provato con ogni mia forza a non deluderle. E se non mi sono lasciata abbattere dagli scarsi mezzi a disposizione è stato proprio perché sapevo di poter cercare nel bagaglio della mia formazione giovanile gli strumenti utili per superare gli ostacoli.

Conclusasi questa esperienza di governo, purtroppo prematuramente, ed essendo ormai giunta a 35 anni, davvero mi sentirei a disagio a proseguire oltre nella guida della Giovane Italia. Continuerò, per storia e per formazione, a lavorare in ogni sede perché la Giovane Italia abbia il battesimo e gli strumenti che merita. E sarò sempre a disposizione di chiunque abbia bisogno del mio aiuto.

Ma lascio il testimone. E so che verrà raccolto prontamente, non da uno, ma da una moltitudine. Gente che si batte, senza paura, come quei mille ribelli che al seguito di un vecchio generale inviso ai politicanti dell'epoca innalzarono una nazione dove prima non c'era. Oggi come allora, il nostro popolo ha bisogno di una generazione a cui affidare le proprie speranze. E io so che quella generazione esiste, e può tantissimo se saprà credere in se stessa, e se sapremo crederci anche noi.

È ancora il tempo della Giovane Italia.

Grazie di tutto, ragazzi.

venerdì 15 giugno 2012

Marco Perissa: «Giovane Italia ha davanti grandi sfide»


Marco perissa e Angelino Alfano
«E' con orgoglio e senso di responsabilità che accolgo oggi la carica di presidente nazionale della Giovane Italia. Vorrei innanzitutto ringraziare Giorgia Meloni perché molti anni fa accettò la sfida di guidare la nostra organizzazione giovanile ed è riuscita con coraggio, preparazione e determinazione a renderla un movimento reale e concreto, pronto a intercettare le esigenze delle giovani generazioni. Oggi ci aspettano nuove e grandi sfide per rispondere concretamente al clima di disillusione e di antipolitica che serpeggia nella nostra generazione, ma soprattutto per restituire alla politica la dignità che merita. La Giovane Italia ripartirà subito dalle idee e dai temi caldi della nostra Nazione, primo fra tutti il fiscal compact, sul quale nutriamo parecchie perplessità. Rilanceremo il nostro movimento, e lo faremo dalle piazze, lavorando fin da subito per celebrare il congresso e far sì che la nostra classe dirigente si autodetermini, com'è nel nostro stile».

È quanto dichiara, in una nota, Marco Perissa, neo presidente della Giovane Italia, movimento giovanile del Pdl.

GIORGIA MELONI: MI ROTTAMO E LASCIO LA PRESIDENZA DELLA GIOVANE ITALIA.

da destra Marco Perissa - Angelino Alfano - Giorgia Meloni - Annagrazia Calabria

L'occasione sono le dimissioni di Giorgia Meloni da presidente di Giovane Italia, presente anche il segretario Angelino Alfano. Spiega l'ex ministro della Gioventù: ''La lettera di dimissioni l'ho inviata ieri. Siamo impegnati in un rinnovo generazionale: io ho ormai 35 anni, il segretario Alfano 41. Avrei preferito dimettermi in un congresso, ma va bene così. Ho deciso di rottamarmi. Chiedo al partito di avere sensibilità alle questioni giovanili perchè Giovane Italia costituisce un patrimonio prezioso''.

A sostituire Giorgia Meloni è stato nominato Marco Perissa, giovane dirigente di Roma, consigliere di municipio. Sarà l'assemblea che si terrà a Fiuggi la prossima settimana con la presenza di Alfano ad acclamarlo. Giorgia Meloni, ex An, non nasconde l'intenzione di impegnarsi maggiormente nel dibattito generale del partito: ''Non ho mai nascosto le mie idee, credo nel pluralismo delle posizioni nel Pdl''.  Nelle ultime settimane, l'ex ministro si è mostrata molto critica nei confronti del sostegno che il governo assicura al governo.

domenica 20 maggio 2012

La Giovane Italia compatta contro la strage.



La Puglia si ferma e riflette sulla tragedia che ha colpito Brindisi, la perdita di Melissa e della strage non lascia spazio a dubbi: “c’è bisogno di fare giustizia”. E i ragazzi della Giovane Italia, Azione Universitaria e del Movimento Studentesco Nazionale danno voce al loro dolore.

Luciano Cavaliere Dirigente nazionale Giovane Italia: “La notizia lascia un senso di nausea, non si puó morire a 16 mentre si va a scuola. Far esplodere una bomba dinanzi ad una scuola è la peggior cosa che una mente umana, se così può essere definita, possa arrivare a pensare. Lo Stato intervenga con determinazione per estirpare questo schifo”.

Antonio Rodio Dirigente nazionale Azione Universitaria: “Quanto accaduto stamattina presso l’Istituto Professionale “Falcone” è allarmante e deve farci preoccupare. Politici da strapazzo che inneggiano alla violenza e che dicono che la mafia non uccide…, sono parole che non devono essere dette e nemmeno pensate. I ragazzi di Azione Universitaria Puglia con i ragazzi di Movimento Studentesco Nazionale, chiedono “Giustizia” dura e ferma per i colpevoli senza sconti di pena. Ci sentiamo vicini ai genitori e parenti delle vittime ed esprimiamo la nostra solidarietà e vicinanza.  è l’ora di dire BASTA ai criminali ed a tutte le loro organizzazioni, Brindisi e tutta la provincia non meritano tali gesti e azioni.

Davide Basso Presidente provinciale Giovane Italia bat: “La piena solidarietà e vicinanza va ai nostri fratelli di Brindisi. Il terribile episodio ha scosso il paese intero soprattutto per le tante coincidenze che fanno pensare alla mano della criminalità. Purtroppo anche le nuove generazioni hanno oggi vissuto quanto è vile, codarda e bastarda la mafia. La mafia si combatte e si vince soprattutto nella scuola e nell’educazione: tocca a tutti noi essere sempre vigili, continuare e rafforzare il nostro impegno per sconfiggerla. Ci aspettiamo da subito una risposta forte dallo Stato e dalla politica per sottolineare la fiducia reciproca tra i cittadini e le istituzioni. Anche il sacrificio di Melissa non rimarrà vano e siederà nei nostri cuori, accanto ai martiri che ricorderemo sempre.”

Fabrizio Sotero Presidente regionale Giovane Italia: “Esprimo dolore profondo per la famiglia della ragazza 16enne deceduta a seguito di un vile attentato. Un pensiero di vicinanza alle famiglie dei 7 feriti. Allo stesso tempo bisogna avere la massima cautela nell’esprimere qualunque giudizio sulla matrice dell’attentato. Al momento il sentimento che prevale è il dolore profondo per una giovane vita stroncata.”

Nicola Donno  Presidente Provinciale Giovane Italia Salento: “Quello accaduto a Brindisi e’ un atto di violenza cieca e folle, un gesto spregevole e barbaro che rappresenta un attentato al simbolo del futuro e della speranza: i più giovani.

E’ difficile trovare le giuste parole per commentare una vicenda così drammatica: sdegno, tristezza,  ingiustizia per una ragazzina che se ne va via attanagliano i nostri cuori oltre che un sentimento di assoluta impotenza e insicurezza.

Ora è indispensabile capire chi e’ il nemico che ha messo in piedi questo attentato e combatterlo con fermezza e determinazione.

A noi tutti spetta il compito di stringerci attorno alla città di Brindisi e alle famiglie dei giovani colpiti cercando di non essere cittadini di un’Italia che si ricorda di stare unita solo quando si muore.”

giovedì 10 maggio 2012

Universitarie a Tor Vergata, vittoria di Azione Universitaria.




"È una grande vittoria del centrodestra quella registrata oggi alle elezioni universitarie per il rinnovo delle rappresentanze studentesche negli organi centrali dell' Università di Tor Vergata di Roma. Nel secondo ateneo capitolino, i candidati sostenuti da Azione Universitaria sono i primi degli eletti al Consiglio di Amministrazione e al Nucleo di Valutazione, con risultati straordinari dal punto di vista del consenso. Un esito che ci onora e che dimostra come gli studenti abbiano creduto nel nostro programma, basato su tre pilastri: meritocrazia, lotta ai privilegi ed efficienza dei servizi". È quanto dichiara, in una nota, il presidente di Azione Universitaria Roma, movimento universitario del PdL, Matteo Petrella.

Tra questi c'è anche una ragazza della nostra Comunità Crotonese Morena Marasco che ha ottenuto 253 preferenze.

Morena Marasco
Piccoli passi verso il successo. 
Alla fine chi ha fede vince!
Congratulazioni.


Marò, nuovo rinvio sulla giurisdizione. Protestano gli europarlamentari Pdl.



Ancora un nulla di fatto. Era attesa per ieri, dopo il rinvio chiesto dai legali di Massimiliano Latorre e Salvatore Girone per prendere visione del memorandum prodotto all’ultimo minuto dal governo di New Delhi, la decisione della Corte Suprema indiana sulla giurisdizione in merito alla vicenda che vede coinvolti i due marò italiani. L’Alto organo giurisdizionale ha tuttavia disposto un nuovo rinvio al 26 luglio a causa della lunga pausa per le vacanze estive del massimo organo giudiziario, che interrompe ogni attività a partire dal 14 maggio al 2 luglio. Nell’udienza odierna la questione dell’applicabilità della legge indiana sulla vicenda che ha portato alla morte dei due pescatori locali non è stata nemmeno affrontata. I due marò si dovranno presentare fra due giorni davanti al giudice di Kollam per la scadenza della carcerazione preventiva che potrà essere estesa fino al 19 maggio (quando scade il termine massimo di tre mesi dell’arresto preventivo). Per quella data la polizia dovrà concludere le indagini e formulare i capi di accusa.

Dura la reazione all’ennesimo rinvio da parte della rappresentanza degli europarlamentari Pdl: “Non possiamo che esprimere amarezza per questo ennesimo rinvio da parte delle autorità indiane. A prescindere dall’accertamento delle eventuali responsabilità dei due marò – hanno dichiarato in una nota il vice presidente del Parlamento europeo Roberta Angelilli, il capo delegazione del Pdl Mario Mauro, e il vice coordinatore nazionale di Giovane Italia Carlo Fidanza – è evidente che l’incidente è avvenuto in acque internazionali e che i due militari fanno parte di un’unità internazionale antipirateria e si trovavano a bordo di un mercantile battente bandiera italiana. Pertanto sono inaccettabili tempi tanto lunghi per la soluzione del caso”. Un principio fondamentale del diritto internazionale che, fanno sapere gli esponenti del Pdl, “sarà ribadito con chiarezza nella proposta di risoluzione sulla pirateria marittima che si voterà domani al Parlamento europeo. In alto mare infatti, quindi anche nel caso di interventi di lotta alla pirateria – hanno spiegato – si applica sempre alle navi e al personale militare a bordo, la giurisdizione nazionale dello Stato di bandiera. Ed è importante evidenziare che nessuna autorità diversa da quella dello Stato di bandiera può ordinare provvedimenti di arresto o di blocco di una nave, neanche se si tratta di misure investigative”.

Intanto, la Corte Suprema indiana, sempre nel corso dell’udienza di oggi,  ha ordinato allo Stato del Kerala di prendere una decisione entro una settimana sul trasferimento dei due marò in un “luogo che non sia il carcere”. Lo scorso 5 marzo, il magistrato di Kollam aveva deciso l’incarcerazione dei due marò lasciando però liberi polizia e Direzione delle carceri del Kerala di studiare una collocazione “diversa” da quella offerta dal penitenziario centrale di Trivandrum. Nonostante le insistenze di parte italiana, da allora non si è arrivato però ad alcuna soluzione alternativa. Il team legale italiano, guidato dall’avvocato Harish Salve, ha quindi deciso di sollevare il caso con una petizione davanti alla Corte Suprema di New Delhi svoltasi nell’udienza di ieri. A sua difesa, il rappresentante del Kerala, Gopal Subramaniam, ha detto che il trasferimento in una “guest-house”, come richiesto dall’Italia in considerazione dello status dei due marò, non è stata finora possibile perché “richiede tempo trovare un’adeguata sistemazione con le necessarie misure di sicurezza”. Nella seduta è stato anche sottolineato che il governo di New Delhi non ha obiezioni all’eventuale trasferimento. Nell’ordine della Corte Suprema è inoltre precisato che la sistemazione al di fuori del carcere dei due marò “non limita il diritto di chiedere la libertà provvisoria dietro cauzione”.

mercoledì 28 marzo 2012

Scandale - La Maggioranza (PD) si divide e va sotto.


Consiglio Comunale 27 Marzo 2012
(Foto di Rosario Rizzuto)
Nel consiglio comunale del 27 Marzo 2012 la maggioranza (PD) mostra segni di cedimenti. Infatti all’interno della stessa si è creato un nuovo gruppo denominato “Misto” tutto al femminile composto da Maria Luisa Artese, in predicato di fare l’assessore ma mai nominata, e da una ex piddina Stefania Salerno. Gruppo, a loro dire leale alla maggioranza, si è costituito per motivi ancora non chiari ma in realtà la spaccatura nasce un anno fa sin dall’inizio della legislatura per il sopracitato motivo, insomma roba da Prima Repubblica. Fin qui tutto normale, o quasi, come nelle migliori tradizioni delle amministrazioni di centro-sinistra.
Arrivati all’approvazione dei debiti fuori bilancio il gruppo Misto si astiene, con lo sconcerto della giunta,  insieme all’opposizione mandando così in crisi la maggioranza, sconfitta causata anche dall’assenza di ben tre consiglieri del PD.
Alla fine i debiti fuori bilancio vengono approvati grazie ad un’interpretazione alternativa dello statuo comunale, da parte della segretaria comunale, per quanto concerne l’astensione al voto.
Ormai un anno è passato dal loro insediamento e nulla è cambiato a Scandale anzi…  in questo anno abbiamo visto soltanto demagogia. Siamo stufi di sentire e parlare ancora di debiti della precedente amministrazione perché non può essere una valida  giustificazione per i restanti quattro anni (debiti che non sono stati illustrati in modo chiaro ai cittadini di Scandale).
Sindaco Vasovino se la sua Giunta non ha i numeri e le idee per risollevare la nostra Comunità specie in questo tempo di crisi, l’unica soluzione valida e alternativa sono le sue dimissioni!

Antonello Voce
Presidente circolo "Paolo Di Nella"
Giovane Italia Scandale                                                                                                                                   

mercoledì 7 marzo 2012

Non giocate a fare gli indiani, liberate i marinai italiani.



"Se e' vero che questo governo ha restituito prestigio internazionale all'Italia, allora quel prestigio lo faccia valere adesso, perche' la strategia del basso profilo non paga". E' la sollecitazione che la presidente della Giovane Italia e deputata del Pdl Giorgia Meloni, rivolge a Mario Monti e ai ministri impegnati per la risoluzione del caso dei due maro' italiani prigionieri in India. Il Pdl e la Giovane Italia hanno organizzato una maratona oratoria che si sta svolgendo a Piazza del Pantheon e nel corso della quale Giorgia Meloni ha detto che l'iniziativa si svolge "per tenere alta l'attenzione dell'opinione pubblica e far sentire la nostra solidarieta' e vicinanza a Massimiliano Latorre e Salvatore Girone e alle loro famiglie".

"Mi chiedo perchè il Presidente Monti non abbia ritenuto fin qui di spendere anche la sua personale credibilità su questa questione - aggiunge la Meloni - L'Italia ha fin qui scelto di mantenere un profilo basso, ma è evidente che questa strategia non ha pagato: ci stiamo facendo sbeffeggiare e stiamo consentendo a una nazione straniere di non rispettare le regole del diritto internazionale"

Secondo Meloni il presidente del Consiglio dovrebbe attivare le organizzazioni internazionali come le Nazioni Unite e la Ue "affinche' esprimano una valutazione su cio' che e' accaduto. stiamo consentendo a una nazione di non rispettare le norme del diritto internazionale e di conseguenza di detenere i due marinai italiani. Il governo punti i piedi e alzi la voce perche' l'Italia e l'opinione pubblica non accettano questa detenzione ingiusta".

"Questa è una manifestazione per tenere alta l'attenzione del popolo italiano, per far sentire a questi due militari la vicinanza degli italiani e far capire che l'Italia non è distratta su questo tema".


Video intervista On. Giorgia Meloni




lunedì 6 febbraio 2012

FIRENZE, 4 FEBBRAIO: UNA CAPARBIETA' E UN AMORE SCONFINATI ...








Anche quest’anno il corteo per i martiri delle foibe c’è stato. Accanto a Casaggì e alla Giovane Italia hanno sfilato molti uomini liberi, stanchi di vedere negata una pagina di storia che migliaia di innocenti hanno scritto col sangue. Nonostante la neve che ha bloccato decine di pullman e impedito la partecipazione di centinaia di persone da tutta Italia e la presenza di Giorgia Meloni, che però andrà a Firenze tra pochi giorni e farà visita a Casaggì; nonostante il freddo siberiano che ha costretto molti fiorentini a casa; nonostante le vibrate proteste di chi, come da consuetudine, ha organizzato un contro-corteo per inneggiare a Tito e agli sterminatori degli italiani; nonostante i mille imprevisti e le disposizioni delle Questura che fino a qualche giorno fa non sapeva se avrebbe potuto garantire al meglio l’ordine pubblico ed ha infine spostato la partenza della marcia. Il corteo c’è stato, perché così doveva essere. C’è stato perché aveva come scopo quello di ricordare, senza lasciarsi andare a strumentalizzazioni di sorta. C’è stato e insieme a noi c’erano centinaia di persone, oltre alle realtà organizzate come Giovane Italia e CasaPound.

Come da tradizione un fiume di tricolori ha sfilato silenziosamente per ricordare le trentamila vittime della follia titina e i trecentocinquamila esuli fuggiti dal confine orientale. Un composto fiume di persone, senza nessun simbolo di partito o di movimento. Chi non è potuto scendere in piazza con noi, dalle strade che abbiamo percorso, ha comunque voluto salutare il nostro passaggio affacciandosi alla finestra e sventolando il tricolore in segno di vicinanza e di solidarietà: gesti semplici, ma ricchi di significato, di voglia di partecipare, di volontà di condividere, di non volersi piegare ad un senso comune che vorrebbe relegare la nostra storia nel dimenticatoio e classificare i morti in serie, uccidendo ancora una volta chi trovò la morte per mano degli infoibatori comunisti.

Una grande giornata, fatta di sacrifici e di dignità, di grande amore e di forte passione. Una giornata che Casaggì ha preparato accuratamente, che ha promosso con una mobilitazione che a Firenze non si vedeva da tempo, affiggendo migliaia di manifesti e inondando di volantini i quartieri, le scuole e le facoltà della città e della provincia, dormendo al freddo sul pavimento di una sezione accanto ad un secchio di colla, sfidando la rabbia e l’odio di chi non può capire, come a voler prendersi con l’entusiasmo di sempre quell’agibilità totale e sacrosanta che in molti hanno messo in discussione con futili pretesti. Una giornata che ha dato lezioni di stile e di caparbietà a quanti, con ogni mezzo e da ogni parte, avevano provato ad impedirne lo svolgimento. Il contro-corteo, organizzato dai centri sociali strumentalizzando brutalmente la morte dei due senegalesi uccisi lo scorso 13 dicembre, è andato letteralmente deserto e si è sciolto dopo aver percorso poche strade, segno evidente dello scollamento che si è ormai creato tra la gente comune e chi vive con le lancette dell’orologio indietro di qualche decennio.

Ancora una volta siamo passati.

venerdì 16 dicembre 2011

"Un fatto umano": e Paolo Borsellino diventò un cane.



Se quest'anno, per Natale, non sapete cosa regalare, comprate questo libro. Un libro italiano, che racconta una storia italiana, scritto da tre ragazzi che hanno deciso di raccontare, in modo estremamente originale, delle vicende del pool antimafia di Palermo, delle stragi, del rapporto Stato-mafia, le vicende che hanno colorato, a tinte fosche, alcune tra le pagine più buie della storia d’Italia. «Per oltre un decennio – leggiamo -  dalla fine degli anni Settanta all’inizio dei Novanta, Cosa Nostra ha accumulato potere, diventando l’organizzazione criminale più influente al mondo, e contemporaneamente ha dichiarato la propria guerra allo Stato: una guerra sempre meno sotterranea e sempre più violenta, di cui la strage di Capaci e quella di via D’Amelio rappresentarono il culmine».“Un fatto umano” è il frutto di uno studio meticoloso, durato circa 6 anni,  e che ha portato alla nascita di un fumetto, o meglio, di una "Graphic novel", i cui protagonisti sono rappresentati con un volto di animale: Riina e i corleonesi sono dei cinghiali, Buscetta un pappagallo, Sindona una gazza ladra. Quasi per ironia Falcone e Borsellino, i due amici inseparabili, sono un cane ed un gatto. Aedo della storia, che è narrata da un prosatore esterno, è Mimmo Cuticchio, il celebre puparo e cuntista palermitano.

«Era necessario immaginare un narratore esterno alla trama che tenesse le fila della storia, - racconta Manfredi Giffone, - ma scegliere un personaggio adatto allo scopo era tutt’altro che facile. Una notte d’estate del 2007 il mio amico Massimo Geraci mi ha portato a vedere uno spettacolo che si teneva al Palazzo D’Aumale di Terrasini: La riscoperta di Troia di Mimmo Cuticchio. La fama di Cuticchio lo precedeva, e vedendolo all’opera ho capito subito che sarebbe stato la voce narrante ideale per questa storia. Quando gliel’ho proposto, Mimmo ha generosamente acconsentito a prestare il suo volto al narratore».
 «Questo libro – scrivono gli autori - è la storia di chi quella guerra l’ha combattuta dalla parte dello Stato, nel nome della giustizia. È la storia di chi in quelle stragi è morto, di chi ha rischiato ma ha trovato la forza nonostante tutto di proseguire la lotta, nella convinzione che, come ogni fatto umano, anche la mafia prima o poi avrebbe avuto una fine».
 Si è recentemente concluso il primo incontro del progetto “Building Bridges”, finanziato dall’Ue per la promozione dell’apprendimento permanente attraverso lo scambio intergenerazionale. All’incontro, che si è svolto in Romania, presso la città di Iaşi, hanno partecipato volontari di tutte le associazioni aderenti, ovvero EuropaNet (Romania), Club of Košice Vital Seniors (Slovacchia), Adr-Vlaanderen (Belgio), Mesob Technical and Vocational High School Parents’ Association (Turchia) e l’associazione Tambour Battant (Francia).
 Per quattro giorni i rappresentanti di queste associazioni hanno affrontato il tema dello scambio di conoscenze tra giovani e anziani, confrontando anche le singole esperienze vissute dalle diverse associazioni nelle rispettive realtà nazionali. L’intento è quello di costruire un ponte tra generazioni che possa servire per trasmettere cultura – intesa nel senso più vasto del termine.
 «E’ stata un’occasione di conoscenza reciproca e di scambio di esperienze tra persone impegnate nell’associazionismo in Europa» racconta Marco, volontario italiano del Modavi che ha preso parte al progetto. «Sono tasselli come questo - continua - che vanno a ricostruire una identità europea fatta di un infinito mosaico di culture destinate a vivere insieme».
 La prossima tappa di Building bridges sarà in Belgio, nelle Fiandre, a giugno 2012.


Fonte: La Testata.