Salviamo i nostri Marò

Salviamo i nostri Marò
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venerdì 2 dicembre 2011

Corsi e ricorsi storici.

d Marcello De Angelis.


Alla fine del 1700, come tutti sanno, ci fu in Francia un sanguinoso quanto radicale cambiamento. Da circa un secolo era andata affermandosi una nuova classe di ricchi non titolati che ormai dominavano l’economia ma non la politica. Al contrario dei nobili, loro pagavano le tasse e – in particolare – avevano prestato enormi somme alla Corona per le spese di guerra e questa non era più in grado di restituirle. La borghesia ricca e colta convinse il popolino che i nobili e i loro privilegi erano la causa delle differenze sociali. Lo convinsero a tal punto da usarlo come manovalanza per abbattere la monarchia e portare alla ghigliottina la famiglia reale e molti nobili, a cui confiscarono tutti i beni. All’interno del governo rivoluzionario si finì per scannarsi l’un l’altro. Arrivò un piccoletto che nessuno aveva preso sul serio che invece era convinto di poter cambiare il mondo. Si proclamò imperatore e andò in giro a rompere le uova a ogni potenza, tanto che alla fine tutti si allearono per toglierselo di torno. La prima volta non ci riuscirono e se lo ritrovarono di nuovo a rompere, quindi si attrezzarono per una soluzione definitiva. Alla fine la ricca borghesia, che ormai aveva tutto in mano, fece tornare il re, pressoché senza poteri e ostaggio dei prestatori d’oro. I poveri continuarono a essere tali, il nanetto finì a morire in un’isoletta e i banchieri inglesi e olandesi tornarono felici a far festa nella “Parigi da bere”.

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