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lunedì 19 dicembre 2011

A Sharm le spiagge saranno divise: uomini da una parte, donne dall’altra. E’ la primavera araba, bellezza!



Per fortuna che i salafiti ci hanno rassicurato: il turismo, in Egitto, potrà continuare a far mangiare centinaia di migliaia di famiglie, e Sharm sarà ancora la perla incontrastata del Mar Rosso. Con un però, grande come una casa: al mare si andrà separati per sesso: uomini da una parte, donne dall’altra. Eh sì, perché le regole islamiche vanno seguite per bene e fino in fondo, senza tante aperture.  “Vogliamo un turismo Hala, ossia rispettoso dei canoni religiosi”, ha dichiarato infatti Nader Bakkar, portavoce del movimento che al primo turno delle recenti elezioni legislative egiziane si è piazzato secondo dietro ai Fratelli musulmani.

D’altronde, la dichiarazione dei barbuti salafiti non dovrebbe stupirci: il loro obiettivo, la loro ragion d’essere, è quella di tornare all’Islam delle origini, di riscoprire la purezza del messaggio islamico. Per farla breve, loro puntano a tornare all’ ottavo secolo dopo Cristo, ai tempi del profeta Maometto. Un bel problema, non c’è che dire: sì, pensate, la rivoluzione dei giovani, quella fatta su twitter e su facebook, che anziché portare la democrazia e la libertà, porta alla divisione delle spiagge tra maschi e femmine. Un ritorno al passato oscurantista, una negazione di ogni forma di diritto civile.

Cacciato Mubarak, sempre troppo frettolosamente per i nostri gusti, i rivoltosi (o rivoluzionari) sono riusciti nell’impresa di rafforzare tutto quel grumo fanatico e retrogrado che il vecchio rais era riuscito ad emarginare dalla vita politica del Paese. Ecco il risultato, paradossale, della piazza convocata su internet. Dovrebbero sapere, i giovani in jeans Levi’s che affollavano piazza Tahrir lo scorso inverno, che al tempo di Maometto twitter non esisteva. Per cui, potrebbero presto doversi dimenticare anche di tutte le diavolerie che hanno usato per scardinare un regime collaudato.

I salafiti non sono al potere, e forse non ci andranno mai (anche se potrebbero coalizzarsi con i Fratelli Musulmani). Quel che è certo, però, è che un anno dopo lo scoppio della cosiddetta primavera araba tanto amata dai presunti intellettuali occidentali alla Bernard Henry Lévy, le aperture sognate e cercate sono rimaste un pallido ricordo. Quel che è accaduto, invece, è che l’integralismo ha preso sempre più piede. 
Un bel risultato, complimenti.

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